No, non è l'ennesimo post sul Ferragosto all'italiana (o forse sì?)
Scritto da Zazzà
Mercoledì 15 Agosto 2007 15:37
" No fun, my babe no fun
No fun to be alone
Walking by my self
No fun to be alone"
(No fun, Sex Pistols)
No fun to be alone
Walking by my self
No fun to be alone"
(No fun, Sex Pistols)
I giorni di festa, per una strana scaramanzia, cerco sempre di lavorare seriamente. A Natale pulisco casa. A Capodanno studio come una forsennata (chissà forse per illudermi che lo farò tutto l'anno...). Il giorno della Befana di solito, con di fianco una cornucopia a forma di calza zeppa delle delizie più ipercaloriche che le multinazionali del cioccolato siano riuscite a produrre, mi dedico agli hobby, il disegno, la scrittura creativa, il tiro al bersaglio con un Barrett M82A1 calibro 12 dalla cima del palazzo ai passanti in strada.
Ma a Ferragosto?
Ferragosto è una festa inconsistente. Succede ogni anno che inizio a chiedermi fin dal weekend precedente, che razza di etimologia possa avere il termine "ferragosto". Poi mi organizzo per superarlo indenne, evitando chiunque mi proponga l'incursione in una piscina. La piscina è il paradiso del fungo, il brodo primordiale della congiuntivite, una chiazza informe di malattie veneree galleggianti. E un covo di bambini abbandonati al proprio destino, liberi, di urlare, correre e tuffarsi a peso morto a un centimetro dalla mia persona. No, no, non fa per me.
C'è chi fa le scampagnate, ma vaglielo a spiegare che detesto gli insetti, detesto l'erba secca che punge il deretano, detesto i pranzi al sacco che regolarmente arrivano a destinazione spatasciati e quando apri il sandwich sembra esserci scoppiata dentro una granata.
C'è chi, ovviamente, è partito per il mare da un po' e passerà la giornata a conquistare terre emerse su una spiaggia formata di corpi ammassati, sudaticci e particolarmente bellicosi nel difendere il proprio territorio. E stasera parteciperà al classico falò, e finirà ubriaco con un piede nella cenere incandescente, terminando la serata bagnato fradicio con la brezza mattutina che gli distrugge le tonsille e la vescica sul punto subito precedente la detonazione.
No, nulla di questo, per favore, siate originali...

Perché? Perché mi avete lasciata tutti qui sola??? Bwuahuahauahaauhauhaaaaaaaaaaaaaaaa!!

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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