Scampoli di vita vissuta (da me)
Studentessa universitaria, triste e solitaria
Nella tua stanzetta umida...
(Studentessa universitaria, Simone Cristicchi)
Cosa faccio io nella vita?
Ovviamente, come ogni buon fannullone che si rispetti, studio.
E ovviamente, per avere quanti più anni della mia vita a mia disposizione da spendere tra i banchi dell'ateneo mi sono scelta una facoltà dall’apparenza notevole e dal nome altisonante.
GIURISPRUDENZA.
Di quelle che quando la vecchia zia ultrasettantenne chiede "Cosa studi?" E tu rispondi "Giurisprudenza", solo per quello rimane stupita, e ti guarda con un viso tra l'ammirato e l'interrogativo che sembra dire "*40033* (c.a.p. di Casalecchio di Reno), questa è un capoccione, un vero genio, un futuro membro della classe dirigente!” Ma io resto sempre un fannullone. Emerito. Magari laureato. Ma fannullone.
E, per la beffa dei poveri afflitti del nuovo ordinamento, il nome roboante "Giurisprudenza", che trascina con sé nella stessa sonorità della parola la sensazione di bibliche tavole della legge, tradizioni, toghe e latinorum, è stato sostituito da un tecnico e impiegatizio "Scienze giuridiche". Un termine che di per sé fa pensare a mezzemaniche e straordinari non retribuiti.
Senza dubbio poco descrittivo della vita di un tirocinante avvocato. Infatti, in questo campo generalmente non vengono retribuite neanche le ore ordinarie.
In ogni caso, “Giurisprudenza”, perché siamo troppo colti per chiamarla semplicemente “Legge”.
Ed io che sono troppo fannullona, mi riduco spesso a chiamarla “Legge” per risparmiare tempo, fiato e voce.
Questa premessa affinché si comprenda il perché io oggi sia così in tensione.
Domani ho un esame.
Un esame di economia, “Scienze delle finanze” per essere precisi. Uno di quegli aborti venuti fuori dalla mente perversa di un redattore del piano di studi, incurante del fatto che nel piano suddetto facessero già capolino degli esami di lunga e difficile gestazione quali “Politica Economica” e “Diritto tributario” (di cui, per i profani, “Scienze delle finanze” ricalca pedissequamente i contenuti). Uno di quegli esami scomparsi prematuramente dal piano suddetto, senza essere compianti da nessuno, né studenti né professori. Uno di quegli esami che solo a noi del vecchio ordinamento è rimasta l’incombenza di dare, mentre qualunque abbozzo di corso, sostegno, tutorato, aiuto, messaggio in bottiglia, è stato del tutto abolito.
Ma soprattutto, il mio penultimo esame.
Ciò significa che si avvicina il momento in cui, ancora un biblico monito, dovrò lavorare con gran sudore per guadagnarmi il pane (e Nutella).
Insomma, dovrò entrare nel mondo degli adulti.
A volte riesco a non biasimare chi è affetto dalla sindrome di Peter Pan. Li comprendo ed in parte ne sono affetta, sono quella che in gergo si chiamerebbe una Kidult, un’adulta con dei maniacali comportamenti da bambina (vocine da castrato senza troppo talento lirico, mania per i lecca lecca, conoscenza approfondita dei cartoni animati, portacellulare di Doraemon…).
Riesco ad essere insofferente persino a me stessa.
In ogni caso, ritengo la sindrome di Peter Pan sia in parte generata dal non aver vissuto pienamente il passaggio dall’età infantile a quella adulta. Essere cresciuti troppo presto ci ha impresso una sorta di trauma. Cerchiamo di riprodurre tutte le fasi di quel periodo per uscire da un circolo vizioso in cui siamo intrappolati.
*87060*ate (c.a.p. di Catinella). Sono solo un fannullone, inutile cercare scuse.
Per domani ho la sensazione di non essere preparata, quindi mi alleno per la disciplina (in odore di olimpiadi) dell’arrampicata libera sugli specchi.
Fatemi l’imboccallupo!

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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Arte e i suoi derivati
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Critiche decostruttive ( 25 ) Cronaca vera ( 15 ) Il web e i suoi abitanti ( 21 ) I cartelli impossibili ( 20 ) Voce del verbo fannullare ( 17 ) Popolo ovvero uno animale pazzo ( 15 ) Scampoli di vita vissuta ( 29 ) Corso di sopravvivenza per disadattati ( 10 ) Andiamo al cinema (ma con la riduzione) ( 5 ) Cotto... e buttato ( 2 ) |
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