L'insostenibile leggerezza del portafogli

Scritto da Zazzà Mercoledì 11 Luglio 2007 17:09
E co e co e co e co e come sono contento
Nel cu nel cu nel cu nel cu nel cuore me lo sento
il dollaro se cala poi s'inchezza e va in aumento
ma a me che me ne frega tanto i soldi non ce l'ho!
(titolo sconosciuto, Lino Banfi, dal film Grandi Magazzini)

Ogni fannullone presto o tardi nella sua vita si troverà a fronteggiarsi con dei seri problemi economici.
Ho finito di scagliarmi contro il sistema corrotto ed inefficiente, troppi pochi soldi per fare la Pasionaria. Troppo occupata a trovare un sistema per tamponare la sempre più perniciosa situazione.
Patrimonio residuo: 7 euro.
Speranza di trovare un lavoro: tendente a zero.
Il sistema corrotto e inefficiente mi offre:

a) un posto da commessa (orari 8-14, 16-21), per donne dinamiche, molto dinamiche (almeno quanto basta per stare 10 ore al giorno in piedi). Richiesta bella presenza, capacità di piegare e spiegare vestiti alla velocità della luce e se arriva un cliente che ci prova, accondiscendere a qualsiasi richiesta. D'altra parte, il cliente ha sempre ragione.

b) un posto da operatrice di call center. Per persone rimaste un po' bambine, che ricordano con nostalgia i tempi in cui si componevano i numeri a caso per fare gli scherzi telefonici. Il concetto è lo stesso: chiamare degli sconosciuti e farsi mandare a quel paese (e nella maggior parte dei casi concordare mestamente con il potenziale cliente disturbato mentre è impegnato a mangiare, rilassarsi, o andare al bagno).

c) un posto da cameriera in un ristorantino di periferia (e certo, con il diploma di liceo classico e zero esperienza lavorativa dove volevi lavorare all'Hilton??). Per le donne molto romantiche, che hanno sempre sognato mentre leggevano Cenerentola, un vero (VERO!) posto da sguattera sottopagata. Senza l'intervento salvifico del Principe, il quale il più delle volte fa qualcosa come l'operatore del call center e torna a casa dopo di voi con il deretano piatto e le lacrime agli occhi.

d) un posto da barista. Per donne grintose, che sono capaci di passare l'intera giornata a tenere i tossici lontani dal locale e bofonchiare l'ennesimo no al maniaco che chiede gettoni per il videopoker, spillando il caffè come se stessero mungendo l'Idra di Lerna.

e) un posto da mantenuta. Si tratta solo di appostarsi semisvestite davanti ad un bar-ritrovo per uomini di mezza età divoratori di viagra, ordinare un margarita ed attendere. Ovviamente il bar sarà tanto più lussuoso quanto più le doti dell'aspirante saranno...sviluppate (diciamo che con le mie "referenze" potrei collocarmi in un ambiente medio-alto, ma certo non da rolex d'oro)

Nessuna di queste è la strada per me. Io ho bisogno di idee, signori, di IDEE! Di quelle che rivoluzioneranno il mondo e renderanno tutti un po' più consci delle potenzialità dell'intelletto umano. Ma, soprattutto, che mi permettano di risparmiare la massima quantità possibile della mia preziosa energia lavorativa.


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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