Le grandi verità della vita

Scritto da Zazzà Lunedì 07 Giugno 2010 11:52

I want the truth from you
Give me the truth, even if it hurts me
(The truth, Good Charlotte)

 

- Tutti conservano un jeans di quando andavano al liceo, per poi, in una crisi di mezza età, infilarselo e rimpiangere il fatto di "non poter entrare nel jeans del liceo". All'opposto, chi ha perso molti chili a seguito di una dieta, conserva un jeans di quando era più grasso, come macabro cimelio del suo successo.
Se ne deduce che la gente non butta mai via i jeans.

 

- La decolorazione non è un metodo accettabile per combattere il pelo superfluo. E' come ordinare un water di ceramica marrone per evitare di pulirlo.

 

- Nei condizionatori si trovano sempre delle cose quanto meno singolari: giapponesine che fanno la danza dei ventagli, goccioline animate, paesaggi innevati...sarà colpa dei filtri scadenti?


- I medici, anche a ferragosto, hanno le mani gelate.

- Le donne vorrebbero essere considerate dal proprio uomo come il pezzo unico ed esclusivo acquistato ad un'asta di Sotheby's. Gli uomini pensano alla propria donna come il miglior rapporto qualità/prezzo (dove per prezzo s'intendono le risorse impiegate per conquistarla).

- Un vestito che nel camerino ti sta d'incanto, arrivata a casa, ti sta stretto. E se eri stra-convinta che la borsa che hai comprato è esattamente della stessa tonalità di colore delle scarpe che hai a casa, fidati, ti sbagli.

- Ti hanno fatto credere che, anche se l'ultima volta che hai fatto moto c'era Fanfani al governo, basta fare una corsetta ogni giorno per rimetterti in forma per l'estate. Alle 6 del mattino, lucido come Renzo Bossi con i postumi di una sbornia, verrai doppiato impietosamente da tutti i passanti, compresa la vecchietta col bastone, tornerai a casa con la milza in mano e nei tre giorni successivi ogni fibra del tuo corpo sarà divorata dall'acido lattico.

- E' un assioma: le scarpe belle sono scomode. Se hai visto un paio di scarpe belle e, quando le provi, te le senti comode, immediatamente la loro bellezza apparirà inerosabilmente diminuita.

 



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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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