Contrasti
Scritto da Zazzà
Lunedì 23 Luglio 2007 16:41
"Ma le ragazze a cosa pensano
A Bologna d'estate è caldo e si sta male
Ma loro sono margherite, viole
Aiuole da non calpestare"
A Bologna d'estate è caldo e si sta male
Ma loro sono margherite, viole
Aiuole da non calpestare"
Avete presente la ragazza perfetta? L'educanda ideale precisina e morigerata?
Ce l'ho avuta vicino per 25 lunghissimi minuti.
Ero salita un paio di fermate prima di lei sgomitando ed urtando diverse teste di passeggeri per trovare posto boccheggiando in favore di finestrino, mentre bofonchiavo maledizioni alla ditta dei trasporti per non aver scoperto ancora l'aria condizionata.
Lei è salita sull'autobus camminando nel corridoio senza urtare nessuno. Si è compostamente seduta nel posto accanto al mio. Divise solo dal corridoio centrale, che mai era stato così piccolo e denso di contraddizioni.
La ragazza sconosciuta profumava di violetta campestre, sapete quei profumi retrò che ricordano tanto la nonna? Capelli raccolti e fluenti sulle spalle con una messa in piega che rasentava la perfezione, maglietta a impercettibili fiorellini rosa, occhiali, sguardo compito, borsa sulle ginocchia di un jeans per niente scolorito o sdrucito (la ragazza è troppo seria per seguire le mode del momento), sneakers stile tennista anni 20. E' rimasta in questa posizione finché non ha tirato fuori il suo cellulare un sobrio Montorolla (non posso certo fare pubblicità!) di tinta verde pastello.
Fin troppo spontaneo il paragone con quel residuato umano che c'era dall'altra parte del corridoio. Sembravo una che sta tornando da un raduno hippie, sia per il vestiario spiccatamente anni '70, sia per l'occhiaia verde alla Zio Fester, sapientemente nascosta dietro i miei affezionatissimi occhiali enormi alla Sandra Mondaini. I capelli erano raccolti alla meno peggio con uno strumento appuntito trovato per caso nella stanza e adattato all'uso di fermaglio. Lo smalto sulle unghie dei piedi rosso fuoco (il residuo di un ghiribizzo di risvegliare l'animo fetish di Fry, che mi ero ripromessa di togliere dopo massimo un paio d'ore, ma poi l'ho dimenticato) era incorniciato da sandali modello ciabatta. Il tutto condito con un numero di sonagli, pendenti e chincaglierie varie da far impallidire Visnù.
La perfezione fatta femmina rimaneva impassibile e superiore senza che neanche uno solo dei suoi capelli, riversati maestosamente sulle spalle diafane, si scompigliasse minimamente; l'altro esemplare di donna accanto a lei, ostentando una intensa e poco invidiabile abbronzatura da muratore, sudava come un ghiacciolo in un microonde e si dimenava per trovare una posizione comoda, mentre il vento giocava con i suoi capelli pettinandola come Sid Vicious.
Ho incontrato la ragazza che tutte le mamme vorrebbero che il proprio figlio portasse a casa.
Ora mi domando: in una remota ipotesi in cui il secondo esemplare di donna fosse presentata ad una possibile suocera, quest'ultima come reagirebbe?
Disperata rassegnazione?
Suicidio?
Omicidio?
Castrazione del figlio?
NOTA: Ogni riferimento a fatti, persone o Fry realmente esistenti è da considerarsi quasi del tutto casuale.
Ce l'ho avuta vicino per 25 lunghissimi minuti.
Ero salita un paio di fermate prima di lei sgomitando ed urtando diverse teste di passeggeri per trovare posto boccheggiando in favore di finestrino, mentre bofonchiavo maledizioni alla ditta dei trasporti per non aver scoperto ancora l'aria condizionata.
Lei è salita sull'autobus camminando nel corridoio senza urtare nessuno. Si è compostamente seduta nel posto accanto al mio. Divise solo dal corridoio centrale, che mai era stato così piccolo e denso di contraddizioni.
La ragazza sconosciuta profumava di violetta campestre, sapete quei profumi retrò che ricordano tanto la nonna? Capelli raccolti e fluenti sulle spalle con una messa in piega che rasentava la perfezione, maglietta a impercettibili fiorellini rosa, occhiali, sguardo compito, borsa sulle ginocchia di un jeans per niente scolorito o sdrucito (la ragazza è troppo seria per seguire le mode del momento), sneakers stile tennista anni 20. E' rimasta in questa posizione finché non ha tirato fuori il suo cellulare un sobrio Montorolla (non posso certo fare pubblicità!) di tinta verde pastello.
Fin troppo spontaneo il paragone con quel residuato umano che c'era dall'altra parte del corridoio. Sembravo una che sta tornando da un raduno hippie, sia per il vestiario spiccatamente anni '70, sia per l'occhiaia verde alla Zio Fester, sapientemente nascosta dietro i miei affezionatissimi occhiali enormi alla Sandra Mondaini. I capelli erano raccolti alla meno peggio con uno strumento appuntito trovato per caso nella stanza e adattato all'uso di fermaglio. Lo smalto sulle unghie dei piedi rosso fuoco (il residuo di un ghiribizzo di risvegliare l'animo fetish di Fry, che mi ero ripromessa di togliere dopo massimo un paio d'ore, ma poi l'ho dimenticato) era incorniciato da sandali modello ciabatta. Il tutto condito con un numero di sonagli, pendenti e chincaglierie varie da far impallidire Visnù.
La perfezione fatta femmina rimaneva impassibile e superiore senza che neanche uno solo dei suoi capelli, riversati maestosamente sulle spalle diafane, si scompigliasse minimamente; l'altro esemplare di donna accanto a lei, ostentando una intensa e poco invidiabile abbronzatura da muratore, sudava come un ghiacciolo in un microonde e si dimenava per trovare una posizione comoda, mentre il vento giocava con i suoi capelli pettinandola come Sid Vicious.
Ho incontrato la ragazza che tutte le mamme vorrebbero che il proprio figlio portasse a casa.
Ora mi domando: in una remota ipotesi in cui il secondo esemplare di donna fosse presentata ad una possibile suocera, quest'ultima come reagirebbe?
Disperata rassegnazione?
Suicidio?
Omicidio?
Castrazione del figlio?
NOTA: Ogni riferimento a fatti, persone o Fry realmente esistenti è da considerarsi quasi del tutto casuale.

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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Arte e i suoi derivati
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