Ritratto dell'artista da cucciolo

Scritto da Zazzà Lunedì 06 Agosto 2007 16:10
"Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente. "
(Non Insegnate Ai Bambini, Giorgio Gaber)


Sono sempre stata un'incompresa.
Qualcuno potrebbe obiettare che fossi la più piccola della famiglia, che sia stata viziata e vezzeggiata come poche. Ma in realtà il germe della futura genialità già si faceva strada in me.
E, come ebbe a dire il profeta, chi più sa più soffre.

Al di là delle mie indubbie doti intellettuali, quand'ero piccola ero davvero brutta.
Avevo una testa enorme, piantata su un corpo esile come un fuscello. E, dato, il peso preponderante del cranio, lo sbattevo qua e là su ogni cosa, tavoli, stipiti, pavimenti, mobili e complementi d'arredo. Mia madre mi inseguiva con l'immancabile Lasonil in mano e mi spalmava tutto il capoccione di pomata salvifica.
Avevo qualche pelo superfluo e pochissimi capelli, che ero costretta a tagliare corti perché, diceva mamma, "se non li tagli non si rinforzano". Ancora non ho capito il senso di questa frase.
Avevo una pelle scura da abissina: mi facevano sempre le foto di fronte al sole, e non riuscivo a guardare nell'obiettivo senza atteggiare la faccia ad una smorfia. Così, con la pelle scura e il viso corrucciato sembravo Arnold. "Che cavolo stai dicendo Willis?".
Avevo le ginocchia perennemente sbucciate che spuntavano dai pantaloncini da maschiaccio. E avevo un guardaroba di seconda mano, ereditato da mia sorella maggiore. Solo che mia sorella maggiore è nata negli anni '60.
Forse è da questo che è derivato il mio insano piacere ad essere fuori moda. Però avevo la valigetta dei Puffi. Accidenti com'era bella!
Ero diffidente ed asociale.
Disegnavo. Disegnavo persone circondate de uno strano alone e dalla loro testa si dipartivano dei raggi di luce, sembravano tutte Krishna durante un'illuminazione.
Quand'ero piccola sembravo una strana imitazione di essere vivente.
Però ero una vera sognatrice.
E lo sono ancora.

NOTA: Un grazie ad arte82misia, che ha inventato il contest "Faccine da Blogger" (a cui questo blog e la fotografia partecipano): vi invito a fare una capatina sul suo blog, per vedere le altre foto dei blogger di Splinder quando erano dei cuccioli...arte82misia.splinder.com


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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