I buoni propositi
Scritto da Zazzà
Domenica 26 Agosto 2007 15:07
"Next time I promise we'll be perfect
Perfect"
(Perfect, Smashing Pumpkins)
(Perfect, Smashing Pumpkins)
Stanotte ho sognato di essere persa alla deriva su un canotto nelle acque intorno al Circolo Polare Artico. Il satellitare non prendeva. Ma soprattutto, io ero bionda. Come si può anche vagamente concepire la mia testa circondata di qualcosa di giallo?
Mi sono svegliata madida di sudore e sul punto di soffocare. Infatti mia madre aveva chiuso la porta e l'ossigeno nella stanza si andava consumando.
Dev'essere questo che mi crea degli incubi del genere: scarsa ossigenzazione delle cellule cerebrali.
Manco a dirlo, l'estate finirà a breve. Ancora un paio di settimane al massimo di caldo, poi comincerà un altro settembre, e settembre è un mese che mi riempie di energia. Quest'anno lo aspetto con un'ansia particolare. Quello che gli esseri comuni fanno a Capodanno io lo faccio a settembre: raccolgo le cose che non mi servono, le butto dalla finestra (con somma gioia dei passanti e sommo stupore dei vicini); faccio la lista dei buoni propositi; giuro di dedicarmi con impegno allo studio; mi propongo di trovarmi un nuovo hobby.
Concentrarsi sull'ultima parola: hobby.
Hobby molte volte implica l'uso delle appendici alla fine delle mie braccia. E la mia manualità, è risaputo, è estremamente ridotta. Eppure il mio cervello accarezza l'idea di cominciare con l'uncinetto.
"Uncinetto": già il nome, con la sua elegante forma al vezzeggiativo, richiama qualcosa di estremamente femminile e delicato, qualcosa d'altri tempi, già sento il lato femminino che si risveglia in fondo a me. Come mi è venuta l'idea? Cliccate qui, e forse varrà anche a voi. Già sento di adorare questo blog.
Raccolgo tutte le pubblicazioni possedute da mia madre in materia. Osservo le foto: è un paradiso di merletti, colori, accessori originali e personalizzabili. Ho quasi le lacrime agli occhi dalla felicità, posso avere tutte queste cose gratuitamente a casa mia, senza pagare, senza cercare nei negozi più sperduti della città, senza dovermi accontentare alla fine di qualcosa che mi piace poco...Inizio a pensare che in fondo con un po' di allenamento dovrei essere in grando anch'io di ricavare qualcosa di tridimensionale da un filo.
Do un occhio alle istruzioni e inizio a tremare. Non capisco un accidenti: il linguaggio tecnico è dannatamente ostico, tutto un susseguirsi di punti alti, catenelle, aumenti e cerchiolini.
Dopo ore di tentativi di tradurre l'uncinettese, reperisco il più esplicativo dei giornaletti di mia madre, accantonato in un angolo, forse proprio per la sua estrema semplicità nella spiegazione. C'è una "scuola base" che spiega tutti i punti passo passo, con tanto di immagini.
Mi imbarco nell'impresa.
Frugo nella scatola dei fili di mamma e pesco del filo di un bel colore verde smeraldo. Già ci vedo la mia borsetta, originale, colorata e kawaii. Sguaino l'uncinetto del numero indicato sulle istruzioni come se fosse la spada di Lady Oscar e inizio a sferruzzare.
Dopo un'ora ho sfilato la catenella 8 volte, ho il dito rosso come un pomodoro e mi sono infilzata con l'uncinetto così tante volte che ho perso il conto. Che poi infilzarsi con l'uncinetto non è tanto doloroso in entrata, quanto in uscita.
Mi rendo conto che forse dovrei cambiare hobby. Magari torno a disegnare, almeno con la matita mi faccio meno male.
Addio sogni di gloria...:°

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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