All work and no play make Zazzà a dull girl
Scritto da Zazzà
Martedì 28 Agosto 2007 15:04
"Ma chi sei, cosa vuoi?
gridava Olsen nei deliri suoi,
Ma chi sei? come fai,
che sono sveglio e non sparisci mai?"
(Incubi Ricorrenti Del Sognatore Olsen, Roberto Vecchioni)
gridava Olsen nei deliri suoi,
Ma chi sei? come fai,
che sono sveglio e non sparisci mai?"
(Incubi Ricorrenti Del Sognatore Olsen, Roberto Vecchioni)
Il tempo sta per scadere...ticitactictac.
Presto giungerà quella data di settembre, che vedrà il mio fondoschiena sedersi sulla sedia, il mio libretto finire nelle mani di un essere infernale...e il mio ultimo esame cominciare. Manca poco dopotutto.
Sulle mie spalle sento già incombere il fiato mefitico del professore di procedura penale, che spostando il ciuffo castano dalla sua fronte abbronzatissima, mi guarda torvo con l'occhio iniettato di sangue e mi chiede le contestazioni all'esame testimoniale.
Questo è il quadro della situazione.
Periodo nefasto: dovrei studiare, ma sembro affetta da una misteriosa malattia del sonno. Dormo più delle solite 12 ore a notte e nel tardo pomeriggio mi viene un tremendo mal di testa.
Inizio allora con i rimedi artigianali per mantenermi in piedi. Il caffè in primis. Poi una misteriosa bevanda sudafricana energizzante, il Roiboos, aromatizzato al finocchio per reintegrare i sali minerali. Ridurre i grassi saturi, insaturi e satirici e cercare di evitare pasti troppo calorici onde evitare di sprofondare in una comatosa pennichella pomeridiana. Non guardare più Forum. Regolarizzare il ciclo sonno-veglia, andando a letto con le galline e svegliandomi oscenamente presto. Il punto è che, data la sonnolenza, se vado a letto al calar del sole, prendo sonno senza alcun problema; quando suona la sveglia, invece, mi sveglio di soprassalto, il tempo di snocciolare una parure di parolacce (la mattina presto non riesco a ricordarmi un numero sufficiente di c.a.p.), e mi riaddormento. Purtuttavia in questi giorni la mia tenacia si sta fortificando e alla terza o quarta parolaccia, vado a continuare il floriloquio nel bagno, dove mi
annego a testa in giù nel lavandino pieno di acqua ghiacciata.
Ed è stato proprio stamattina, mentre ero in apnea con la faccia tra i cubetti di ghiaccio alla deriva, che ho partorito l'idea: diventerò un punkabbestia.
Ho grande, grandissima propensione per questa professione. Adoro i cani. Ho i capelli sufficientemente spettinati, che comunque potrei radere all'occorrenza. Ho un discreto talento come madonnara, per guadagnare, quando occorra, due lire di elemosina. Credo che riuscirei con facilità ad affezionarmi alle miei pulci, anch'esse creature di Madre Natura, per cui degne di rispetto.
Su questa visione di me stessa che parlo con le pulci come San Francesco con gli uccellini, mi rendo conto che sto soffocando e riemergo. L'idea si dilegua dalla mia testa, e riaffiorano i c.a.p.
Torno a studiare, va'.

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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Arte e i suoi derivati
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Critiche decostruttive ( 25 ) Cronaca vera ( 15 ) Il web e i suoi abitanti ( 21 ) I cartelli impossibili ( 20 ) Voce del verbo fannullare ( 17 ) Popolo ovvero uno animale pazzo ( 15 ) Scampoli di vita vissuta ( 29 ) Corso di sopravvivenza per disadattati ( 10 ) Andiamo al cinema (ma con la riduzione) ( 5 ) Cotto... e buttato ( 2 ) |
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