Sinestesia del gusto

Scritto da Zazzà Venerdì 29 Giugno 2007 18:19
"Infatti faccio da mangiare, non so cucinare
odio ricamare, ma so far l'amore."
(Le donne di Modena, Francesco Baccini)

Problema del giorno: il mio rapporto con l'arte culinaria.
Lo stesso termine suona vagamente volgare e mi verrebbe la tentazione di sostituirlo con un c.a.p., ma me ne asterrò e passerò ad elencare i motivi del mio insuccesso ai fornelli.
Prima però vorrei sfatare un cliché: perchè le donne dovrebbero saper cucinare per definizione? Perché se non sai cucinare è come se fossi femmina solo a metà? Forse che biologicamente il nostro ruolo è nutrire la prole? E perché non potrebbe essere il ruolo dei maschi della specie, visto che le femmine la scarrozziano nove mesi e dopo la partoriscono con il biblico grande dolore?
Insomma, non mi piace cucinare. O meglio, non so se mi piace, magari se ogni tanto ci provassi...
Ovviamente il motivo principale è il fatto che cucinare comporta un notevole dispendio energetico e una buona dose di concentrazione.
Poi io odio fare cose che non so fare.
Poi ho delle difficoltà a distinguere il gusto reale delle cose per via di una bizzarra atrofia delle papille gustative.
Poi non ne capisco l'utilità: perchè affaticarsi a preparare pietanze elaborate, quando la natura e la Ferrero ci hanno fornito l'alimento principe, quello che ci nutre, ci sazia, ci soddisfa e ci rende anche un pochino più felice, cioè il Pane e Nutella? Si da il caso che sia l'elemento cardine della mia alimentazione. E vivo benissimo, godo di ottima salute, i miei cuscinetti adiposi possono confermarlo.

Insomma.
Metto le carte in tavola.
Ho provato a cucinare per Fry. Mi frullava in testa il pensiero di giocare il ruolo della perfetta massaia, quelle del tipo che corrono incontro al marito che torna dal lavoro e "Ciao caro com'è andata? Ho preparato il tuo piatto preferito", con quella vocina squillante a metà tra un ottavino e Anna Moroni.
[Confessatelo, donne, in giornate di particolare romanticismo che si manifestano di solito tra il tredicesimo e il quindicesimo giorno del ciclo - che coincide con l'ovulazione ed il periodo potenzialmente più fertile del mese - vi vengono in mente di queste idee dolci, tenere e balorde che a ripensarci durante il premestruo vi vien voglia di autoflagellarvi].
Ho optato, dato il clima torrido, per una pasta fredda di semplice (?) preparazione. Che scopro poi essere un esempio di quella strana cucina alternativa che unisce i gusti più disparati facendo uscire per una sorta di rito vudù un intruglio di un sapore indefinibile che tuttavia si può mangiare senza difficoltà e senza eccessive noie intestinali.
Ma io non conosco la magia vudù.
Certo, stavolta, a differenza del mio precedente tentativo, melanzane ripiene mezze crude (stavolta non per scelta gastronomica, ma per errore di cottura) dallo strano sapore di Alien, Fry non si è sentito male. Anche se ho temuto il peggio quando l'ho visto diventare verde limone.

Però è un cavaliere. Oppure è davvero molto innamorato.
E' riuscito, tra una serie di rantoli indistinti, a dirmi che dopotutto non era tanto male.


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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