The Big Quorum is watching you
Scritto da Zazzà
Martedì 11 Settembre 2007 14:45
"Che soddisfazione
Questo minestrone,
Tutto il circondario saprà...saprà...
Come vivo io? Non lo so neanch’io...
Ma se me lo dicono...lo so..."
(Non sense, Paolo Conte)
Questo minestrone,
Tutto il circondario saprà...saprà...
Come vivo io? Non lo so neanch’io...
Ma se me lo dicono...lo so..."
(Non sense, Paolo Conte)
Sono distesa in un grande prato verde, dove non nascono speranze. Mi godo gli ultimi scampoli di sole estivo, mentre la brezza autunnale mi rinfresca già le spalle e mi rende così frizzante ed energica che, a limite, potrei anche fare qualcosa, tipo studiare. Ma preferisco crogiolarmi. Per un momento il mondo sembra essersi dimenticato i grandi problemi dell'umanità, la guerra, l'inquinamento, la cellulite, Sandro Bondi.
Senza che me ne accorga, tuttavia, il vento ha raggrumato proprio sulla mia testa un vortice di spugnose nuvole nere, che si avvolgono su se stesse a spirale come a preannunciare l'apocalisse. Spaventata dall'infausto presagio, comincio a correre, mentre inizia a cadere una spaventosa grandine color porpora ed il cielo si riempie completamente del minaccioso vortice.
Trovo riparo sotto un albero quando, all'improvviso, un fulmine lo colpisce, aprendolo a spicchi come una banana. Dalla corteccia sembra spuntare, rigida come solo una bambola gonfiabile sa essere, Atonica. Sarà per la bocca aperta, ma sembra molto agitata. E, inaspettatamente, invece di rivolgermi le parole che mi aspettavo da lei ("Cretina, ma come ti viene in mente di ripararti sotto un albero durante un temporale!"), me ne dice solo una: "Azzardo".
Sempre più allibita, assumo anche io la caratteristica posa a bocca aperta della mia interlocutrice, quando un fulmine si schianta di nuovo sull'albero di Atonica, producendo un grande "Bam!" di palloncino scoppiato e lasciando dietro di sé un nauseabondo odore di plastica bruciata. Sconvolta da questa serie di nefasti eventi ricomincio a correre, ma, sotto la pioggia battente e già sentendo gli effetti della stanchezza nonostante avessi fatto pochi metri (che ci volete fare? dal nome del blog si dovrebbe dedurre che non sono allenata...), metto un piede in fallo e cado in una buca così profonda, ma così profonda che mentre urlavo ho dovuto prendere fiato un paio di volte.
Inaspettatamente cado su un letto di morbide foglie che attutisce la caduta. E mentre mi spolvero un po' e constato di essere tutta intera, scorgo l'entrata di una galleria. In fondo, vedo una sagoma umana sotto un elmetto dotato di lampadina. E' senza dubbio Sciummunu', lo riconosco dall'occhio rosso. Scava un tunnel a colpi di picconate e canta "My Way" di Frank Sinatra a gola spiegata.
All'improvviso: "Ci spiano, Zazzà, ci spiano" dice. Vorrei chiedergli tante cose che mi preme sapere, come sa il mio nome, dove siamo, da cosa era generato quell'assurdo temporale, se si ricorda di quel mio commento al post su Cristina D'Avena, ma lui mi zittisce: "LORO sanno tutto, LORO ci controllano, io non posso parlare con te ora, o mi elimineranno!" I contorni della faccenda si tingono di un tetro nero con contorni rossi, cominciando a somigliare ai capelli di Jared Leto, e, al pari di questi, iniziano ad inquietarmi.
Tutt'a un tratto, l'ultimo diaframma di terra ci crolla sulle teste. Riesco con grande sforzo a riemergere dalle macerie e mi volto a cercare un segno di vita di Sciummunu', di cui invece è purtroppo rimasto solo l'occhio arrossato, seppellito tutt'intorno dalla terra e dalle pietre. Potete immaginarvelo, praticamente il suo avatar scavato nel terreno. Scavo intorno, ma non c'è più nulla da fare per lui. In punto di morte mi dice una sola parola: "Segreto".
Mi rendo conto, ancora commossa per la perdita del caro Sciummunu', di essere in un deserto di sabbia e cactus. Nessuna forma di vita nel raggio di chilometri. Un sole che picchia sul mio cranio come una sassaiola ad un corteo di no-global. Inizio a camminare in questo luogo torrido ed inospitale, quando mi appare una visione mistica.
Vestito come il Santone Sai Baba, coronato di fiori bianchi, si materializza davanti ai miei occhi Scatterhead, che porta tra le braccia il fedele cagnolino Colera, depilato come un barboncino e anch'egli coronato di fiori. Mi osserva con occhi intensi, mentre Scatterhead è rapito in estasi e guarda in alto con gli occhi roteati all'indietro, recitando l'Om.
Colera, inaspettatamente prende la parola e dice: "Davanti a te per dieci passi, al terzo cactus svolta a destra, dietro una duna troverai un Autogrill". "E l'oasi?" chiedo io, stupita. "Non siamo convenzionati" risponde, ed aggiunge, criptico e allucinato: "Scommessa". E Scatter, quasi a suggello della misteriosa parola pronunciata dal carlino, apre la bocca ed emette un sonoro latrato.
In quella il terreno si apre sotto i loro piedi, risucchiandoli in un vortice di sabbia, sassi ed aghi di cactus.
Seguendo le indicazioni del migliore amico dell'uomo, raggiungo, ansiosa e assetata, l'autogrill. Ordino un menù primavera e una Sprite alla spina senza ghiaccio e li consumo con ingordigia. Per dessert scelgo un gelato confezionato, e con non meno ingordigia, lo divoro. Dall'inizio è passata circa un'oretta, eppure ho già una fame nera, sarà lo spavento, o tutto questo correre...Ignara del mio infausto destino, ordino un caffè macchiato e mi metto a sfogliare Repubblica al tavolo del bar. In quel mentre, un gruppo di beduini mi tende un agguato e finisco in una rete, svenendo: il cane mi aveva tradito, vendendomi al nemico. Altro che migliore amico dell'uomo! Quando riprendo conoscenza, di fronte a me appare un beduino, intabarrato con il tradizionale copricapo tuareg, con il viso completamente coperto da cui spuntavano solo gli occhi. Che erano coperti, ahimé, da un paio di occhiali da sole a lenti rosse di dubbio gusto. Il beduino sfodera una sciabola luccicante. Poi, prima che io possa proferire parola, mi punta la sciabola al collo e con il pollice ritratto sul palmo della mano, mi indica inequivocabilmente il numero quattro. Senza allontanare la sciabola comincia a spostare il telo blu dal viso affinché io possa riconoscerlo (tipica mania di protagonismo da blogger,quale evidentemente anche il beduino misterioso è) quando...Mi sveglio.
Cazzarola. Era tutto un maledetto psichedelico sogno.
Non cederò più alle lusinghe culinarie di mia madre.
Mai più la peperonata prima di andare a dormire.
Attenzione: questo post partecipa alla prima prova di Quorum 2 - Il primo reality blog! Se anche così non avete capito gran che date uno sguardo a www.stellerubate.com e magari anche a questo post.
Se continuate a non capire un tubo, non vi preoccupate. E' del tutto normale.

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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Arte e i suoi derivati
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