Surrealtà quotidiana

Scritto da Zazzà Sabato 02 Febbraio 2008 13:48
L'ultimo
Sono io l'ultimo romantico
Sono io quello che ti può donare un fiore
E capire da questo
Dall'espressione di un viso
Dal tremore di una mano
Se mi ami
(L'ultimo romantico, Nicola Di Bari)

Certe volte la giornata prende una piega surreale fin dal mattino. Soprattutto se ti svegli sul tardi, ma non troppo, trovi la casa vuota e silenziosa e la prima forma di vita senziente (?) che ti capita di vedere è Aldo Busi vestito da insetto che balla “La vie en rose” alla TV.
Ci sono cose che anche a raccontarle hanno dei contorni incredibili quanto un uomo con una mela al posto della faccia.

Angela voui sposarmi

La precedente foto non è stata in alcun modo ritoccata o modificata digitalmente. Credetemi sulla parola.

Ad esempio un uomo, animato da un romanticismo che potremmo definire quasi retrò, che sceglie il modo più clamoroso e d'impatto per avanzare la proposta della vita alla propria donna. Sceglie accuratamente le parole giuste, poche, semplici, ma sicuramente incisive. Le fa stampare in tipografia su un manifesto. Le mostra orgoglioso ed emozionato ai suoi amici più intimi. Le fa attaccare su tutti i muri del centro cittadino di Benevento.
E nessuno, dico, nessuno dei soggetti coinvolti in questo processo si accorge del macroscopico errore nella scritta?
Sarà che Benevento ormai è diventata la città dei cartelli impossibili, dopo i precedenti documentati (reperto 1 e reperto 2)?

Angela, se mi leggi, lo voui sposare?


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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