Sex, Drugs and Politically Correct
Scritto da Zazzà
Martedì 31 Luglio 2007 16:19
"Stupefacente rampante socialista
Stupefacente asfissiante progressista
Stupefacente stanotte resto fuori
Vado in macchina al mare
Vedo di rimorchiare
La dolce vita"
(Noia, CCCP)
Stupefacente stanotte resto fuori
Vado in macchina al mare
Vedo di rimorchiare
La dolce vita"
(Noia, CCCP)
Non succede nulla.
E' l'ultimo giorno di luglio. Io vacanze manco a dirlo, mentre il resto del mondo sembra essersi spostato altrove. Siamo rimasti solo io e Numero Uno, il pesce rosso di Fry, che è tornato al paesello.
Come mia consuetudine anche stamattina (incurante del fatto che è mezzogiorno, ma mi sono svegliata da poco) leggo la rassegna stampa che Google (sezione News) mi sforna in tempo reale.
Sembra proprio che non sia successo nulla, le notizie, gli avvenimenti, le querelle politiche, le dichiarazioni deliranti del Papa e/o di Berlusconi, niente, sono andate in vacanze anche loro.
Unico sprazzo di sensazionalismo sulla stampa italiana, le avventure di un povero onorevole che va a *46040* (c.a.p. di Casalromano). E (voce non confermata) fa uso di cocaina.
Il malcapitato Mele e la confusionaria prostituta si palleggiano accuse a chi abbia o non abbia tirato fuori la polvere bianca ed ogni dichiarazione che rendono è sempre più discordante dalla versione dei fatti originaria. Il che potrebbe avvalorare la tesi che i due fossero fatti come copertoni.
All'epoca non mi sono indignata più di tanto a sapere che 16 dei parlamentari italiani fanno uso di droghe. Dopotutto sarebbe una giustificazione plausibile alla caterva di *85033*ate (c.a.p. di Episcopia) che sparano ogni giorno. Insomma, non so a voi, ma a me risulta facile immaginarmi un Calderoli che parla sotto effetto di allucinogeni. O un Follini che ormai ha subito devastazioni permanenti alle cellule nervose a causa delle sostanze stupefacenti.

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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