Blog Action Day: Stupido è chi lo stupido fa

Scritto da Zazzà Lunedì 15 Ottobre 2007 14:31
“I'm just a child of nature
I don't need much to set me free
I'm just child of nature
I'm one of nature's children
(Child of nature, The Beatles)

Oggi, come preannunciato nell'ormai storico post del 19 agosto, è il Blog Action Day. Cos'è il Blog Action Day? Lasciamo parlare gli ideatori, gli impronunciabili Collis Ta'eed, Leo Babauta e Cyan Ta'eed (saranno poi i loro veri nomi? O i loro codici fiscali?).

Blog Action Day 2007

“Il 15 ottobre, i blogger si uniranno per focalizzare l'attenzione di ognuno su una sola, importante problematica. Quest'anno l'argomento di discussione sarà l'ambiente. Ogni blogger scriverà un articolo sull'ambiente, in modo del tutto personale e collegato all'argomento del suo blog. Il nostro scopo è far parlare tutti di come costruire un futuro migliore”

Ambiente è una parola quanto mai di ampio e denso significato. Indica uno spazio vitale, un luogo, un concetto scientifico, un soggetto poetico-artistico.
Ma soprattutto, grazie ad una certa subcultura del popolino, un luogo comune.
Un allarme lanciato dal Presidente degli Stati Uniti che fu in carica per il minor tempo in assoluto, è stato miseramente banalizzato. Come? Semplice, con un Oscar. Una passeggiata su un tappeto rosso ha trasformato un messaggio, lanciato sul canale popolare del cinema per arrivare al più ampio numero di persone possibile, in un insieme di scene montate ad arte, in un ridicolo oggetto di discussione per cinefili, snaturando l'idea iniziale.
Tonnellate di carta (peraltro, ricavata abbattendo alberi) è stata sommersa da fiumi di inchiostro dal fior fiore degli scienziati internazionali per avvisare il resto del mondo - quelli che, come me e come la maggior parte di voi, non ha una cultura scientifica adatta a sondare i misteri della natura - che la natura suddetta inizia a mostrare dei sintomi abbastanza preoccupanti. I direttori dei telegiornali nazionali hanno utilizzato brandelli di questi inquietanti report scientifici come incisi finali di un servizio sul “caldo record” o il “freddo record”, con sullo sfondo immagini di turisti delle città d'arte rispettivamente in abiti sudati e succinti o intabarrati come Messner; il primo servizio va in onda dal primo maggio al 31 settembre, il secondo dal primo ottobre al 31 aprile, e l'uditore non lo ascolta nemmeno più (come d'altra parte tutta la prima parte del giornale, che passa totalmente inosservata all'ascoltatore medio, che alza il volume solo per i servizi sul delitto di  Garlasco e su Fabrizio Corona).
Ma soprattutto, quanti sanno cos'è il protocollo di Kyoto? Il 40%. Quanti sanno cos'è una fonte di energia rinnovabile? Il 46%. E, tuttavia, quanti dichiarano di “adottare comportamenti atti a contenere i consumi energetici”? L'82%*.
Il discorso “ambiente” è diventato un argomento da bar dello sport, una di quelle flippiche improvvisate da oratori della domenica, tra gli ultimi gossip e il campionato. Un luogo comune per l'appunto. Qualcosa che nessuno approfondisce, sebbene tutti sappiano contro chi scagliarsi e con quali epiteti. Sebbene nessuno provi a rinunciare all'automobile, ad utilizzare fonti alternative, a spegnere gli elettrodomestici, a ridurre l'uso dell'aria condizionata e del riscaldamento quando non necessari...Sebbene tutti sappiano di stare dalla parte dei buoni, contro le forze del male, sebbene tutti abbiano la ferma convinzione di “adottare comportamenti” per mettersi l'anima in pace.
Come dire: non sappiamo cosa fare, ma lo facciamo assiduamente.


* Fonte: Osservatorio sulla percezione delle questioni energetiche, 2006.

Attenzione! Ah, tra l'altro questo post partecipa a Quorum 2. Anche se la mia intenzione di partecipare al Blog Action Day è precedente ed indipendente dal reality, voglio dimostrare con questa nota il mio pubblico apprezzamento agli autori per aver scelto questo tema.
Per una volta li ho giudicati io... ^^


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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