Impressioni di Marzo
Scritto da Zazzà
Giovedì 06 Marzo 2008 13:41
“Inginocchiati alla fonte
e purifica le labbra
dal sapore di quel sonno,
hai sognato un lungo inverno,
ora vivi la tua gioia”
(Primavera, Angelo Branduardi)
dal sapore di quel sonno,
hai sognato un lungo inverno,
ora vivi la tua gioia”
(Primavera, Angelo Branduardi)
E' primavera.
Il cielo si tinge di un celeste raggiante, le nuvole si rincorrono spinte dalla brezza, l'aria si riempie di profumo di fiori, che spuntano gai a punteggiare l'erbetta verde. La natura tutta si risveglia: gli uccellino gorgheggiano le loro armoniose melodie, le rondini costruiscono amorevoli il nido sotto il cornicione, i bombi ronzano allegri di corolla in corolla, insomma, a primavera il mondo si risveglia ad elevare un inno alla felicità.
Ed io a primavera sono più che mai incline al suicidio.
Tutto questo fermento mi fa sentire un po' come si sente un ateo anticlericale a Pasqua. O come si sente una single quarantenne il giorno di S. Valentino. Incazzata, mi fa sentire.
Gennaio e Febbraio passano lenti e letargici, giorno dopo giorno, mentre io sprofondo in uno stato di catalessi cosciente e mi cullo sugli allori delle mie letture, incapace di muovere un dito, uscendo solo quando diventi strettamente necessario. Poi all'improvviso arriva Marzo, io mi rendo conto che forse non è più tempo di portare il cappotto e lo sciarpone di lana e mi prende lo sconforto. Le pratoline e i nontiscordardimé spuntano nel prato di fronte al tribunale. I soliti cani randagi, grossi come vacche chianine, schiacciano i loro lunghissimi pisolini al centro del Corso Garibaldi. Le ragazzine iniziano ad uscire con dei vestiti corti corti corti e leggeri leggeri leggeri (salvo poi battere i denti in un angolino) onde mostrare le loro grazie acerbe al ragazzino di turno che inizia a rispolverare lo scooter (in verità più interessato alle modifiche di questo che alle forme della giovane amica).
Ma io mi chiedo: che ci sarà mai di tanto allegro? Certo, l'intero mondo animale e vegetale si sveglia dopo un sonno durato tre mesi. Ma succede solo a me di essere particolarmente irritabile quando mi sono svegliata da poco? Succede solo a me di cercare la moka e prepararmi un caffè ancora 'nzallanuta* ringhiando come un pit bull a chiunque mi rivolga la parola?
Una come me, cinica ed incapace di provare un'autentica gaiezza da bambino, avvezza a piaceri più metafisici e decadenti, a primavera è fuori luogo quanto Francesco Totti ad un convegno dell'Accademia della Crusca.
Mah.
Per fortuna oggi piove.
* Parola campana intraducibile che descrive una persona incapace di ragionare o in stato confusionale. Deriva, secondo alcuni, dal latino “insanire (impazzire, smaniare)”, secondo altri dal greco “zalaino (diventare stupido, demente)” o ancora secondo altri dal greco “selenizomai (essere lunatico)”

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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