Sky: liberi di sognare che fallisca

Scritto da Zazzà Giovedì 09 Dicembre 2010 13:03
Fiorello e Ugo la talpa nella pubblicità di SkyQuesta è un'anti-pubblicità. Io odio Sky.

Sono invadenti, fastidiosi, sono la peggiore feccia del marketing invasivo e persecutorio:
1) fino a tre chiamate consecutive nell'arco di dieci minuti a casa, più volte al giorno

2) lettere indirizzate personalmente almeno un paio di volte al mese, pacchiane, coloratissime, in carta lucida, lunghe e pesanti come un'edizione integrale di Guerra e Pace. Che puntualmente finiscono nel cestino

3) rumorosissimi banner su tutti i siti del web, da quelli che fin dalla loro nascita hanno avuto quattro utenti a quelli che mietono milioni di visite al giorno. Appena apri la home page di uno qualsiasi di questi siti, il contenuto scompare, lo schemro si oscura e la stanza si trasforma nelo Studio 54 con  luci stroboscopiche e sottofondo di tunz tunz tunz, mentre la tua mano sinistra cerca l'interuttore delle casse e la destra manovra il mouse alla ricerca del pulsante di chiusura della maledetta finestra spaccatimpani, che puntualmente è una minuscola x di 3 punti di carattere in basso a destra.

Non guardo la TV neanche gratis, figurarsi quanta voglia ho di pagare per essa; nessuna delle lusinghe offerte dalla TV digitale, sia essa la possibilità di seguire il campionato, di vedere i film in anteprima, o di ricevere a casa Fiorello con tutta la talpa mi può far cambiare idea; sono di solito indulgente con i teleoperatori, in quanto mi rendo conto che (come disse qualcuno a Norimberga) eseguono soltanto gli ordini, ma con quelli di Sky divento nervosa come Jahvè prima del Diluvio Universale.

E allora mi impegno nella mia personale campagna anti pubblicitaria: non acquistate Sky. Piuttosto prendete Mediaset Premium. Che costa di meno, in più ha anche il Grande Fratello, eppure non passa le sue giornate a fracassarci i co*58044* (c.a.p. di Cinigiano) attraverso tutti i mezzi di comunicazione conosciuti e sconosciuti per convincerci ad acquistare un servizio costoso ed inutile.
 


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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