Il digitale extraterrestre
Throw away your television
Time to make this clean decision
Master waits for it’s collision now
It’s a repeat of a story told
It’s a repeat and it’s getting old
(Throw away your television, Red Hot Chili Peppers)
Attenzione: questo post non è stato scritto sotto l'effetto di alcolici, droghe o allucinogeni di alcun tipo.
Poniamo il caso di trovarci in uno stato di fantasia lontano lontano che per una questione di praticità linguistica chiameremo Italia. E poniamo il caso che in questa nazione ci sia un ometto dall'indiscusso patrimonio (dalle discusse origini) e dall'indomita capacità imprenditoriale, che decide, sempre a titolo di esempio, di metter su delle reti televisive. Una o due reti erano effettivamente poca cosa; quattro erano troppe e poi diventava difficile controllare per benino cosa facessero nelle redazioni; così si optò per tre. Numero perfetto, tre come la Santissima Trinità, tre come le Reti Rai, tre come i tre porcellini. Peccato che le leggi di quello Stato lontano lontano inspiegabilmente non permettessero a chicchessia di avere un siffatto numero di reti; e peccato che i giudici, che, sempre per ipotesi, erano stati chiamati a pronunciarsi sulla faccenda avessero timidamente dichiarato incostituzionale la legittima pretesa dell'ometto. Ma le forze del bene alla fine vincono sempre, e sia le leggi che i giudici costituzionali rimasero giustamente e fortunatamente inascoltati.
Cambiamo discorso.
Poniamo il caso che in un Paese lontano lontano che per una questione di nostalgia lessicale chiameremo Italia la gente adori la TV. E allora un filantropo, che per un bizzarro caso del destino è anche Presidente del Consiglio (ma ciò non influisce minimamente sulle modalità esplicative della sua filantropia) decide di far costruire a suo fratello un apparecchio in grado di aumentare a dismisura il numero di canali televisivi a disposizione dell'utente; e ancora, decide di aiutare i poveri concittadini ad acquistare il suddetto apparecchio, utilizzando a tale scopo finanziamenti statali. Ma anche qui il destino beffardo ci mette lo zampino, e un ente sovranazionale che per puro diletto chiameremo Unione Europea, reputa che non sia giusto prendere soldi dalle casse dello Stato per darli al proprio fratello. Sempre i giudici! Così avulsi dalla realtà popolare da pensare che una tale quantità di soldi potesse essere utilizzata, che so, per finanziamenti all'istruzione o alla sanità o per la diffusione della banda larga! Che ne sanno loro eh? Che ne sanno di quanto sia essenziale vedere la prossima puntata di “Dottor House”, oppure seguire le morbose vicende di “Desperate Housewives”?
Ma ri-cambiamo discorso.
Poniamo il caso di trovarci in uno Stato ai confini dell'universo che per una questione di assonanza etica chiameremo Italia. In questo Paese molti comuni non sono raggiunti da una connessione ad internet a banda larga e quindi continuano a connettersi ad internet a velocità risibili, sono incazzati come delle bisce e si lamentano come dei muezzin. In compenso grandi fette di popolazione continuano a non sapere neanche cos'è Internet. E possiamo tranquillamente parlare male di loro perché tanto non stanno leggendo questo post. Molti di quelli che si connettono smanettano per ore per aggiornare i loro profili su Myspacebadoobloggerfacebook, oppure si dedicano ad una navigazione più spiccatamente culturale ed impegnata su Youporn. Ma in ogni caso ciascuno di loro preferisce nettamente guardare un po' di sana e vecchia TV e donerebbe il proprio cervello alla scienza pur di non perdere “Dottor House” (o “Desperate Housewives”).
Miei beati pargoli, come prima dicevo le forze del bene trionfano sempre: a risolvere i gravi problemi che attanagliano le pacifiche esistenze di questi tre Stati, privando del sonno i loro governanti, arriva la fatina del digitale terrestre. Si miei cari teledipendenti, l'Unione Europea ha deciso che entro il 2012 tutti gli apparecchi televisivi di tutti gli stati membri potranno ricevere il segnale del digitale terrestre! Non fremete di gioia a questa notizia? Non siete super-contenti di non perdervi neanche un episodio di “Tempesta d'amore”? Non siete appagati e sollevati per non aver perduto per sempre l'opportunità di ricevere un'informazione giornalistica imparziale ed equa?
D'altra parte, per quale motivo dedicare tempo e denaro pubblico a migliorare la diffusione della banda larga, l'alfabetizzazione informatica, la diffusione di servizi via internet? Poi vuoi mettere, sul Curriculum Vitae piuttosto che un piatto e conformistico
“ Buona capacità di uso di Internet, principali browser e programmi di posta elettronica”
fa tutto un altro effetto un originalissimo
“ Ottima conoscenza del palinsesto delle principali reti; eccellente competenza nella programmazione del videoregistratore ”
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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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Arte e i suoi derivati
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Critiche decostruttive ( 25 ) Cronaca vera ( 15 ) Il web e i suoi abitanti ( 21 ) I cartelli impossibili ( 20 ) Voce del verbo fannullare ( 17 ) Popolo ovvero uno animale pazzo ( 15 ) Scampoli di vita vissuta ( 29 ) Corso di sopravvivenza per disadattati ( 10 ) Andiamo al cinema (ma con la riduzione) ( 5 ) Cotto... e buttato ( 2 ) |
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