Canzoni instabili (ma non a causa del sisma)

Scritto da Zazzà Sabato 03 Luglio 2010 13:14

Donna D’Onna
Ora dorme e chissà se ci sarà
un letto così grande che copre (sic!) la città d’amore
..sogno che si salverà di memoria
(Donna D'Onna, Gianna Nannini, Laura Pausini, Elisa e un'altro po' di nomi messi a caso)

 

Amiche per L'Abruzzo (Fiorella Mannoia, Laura Pausini, Gianna Nannini, Elisa, Giorgia)Siamo arrivati a sperare con tutto il cuore che non accadano eventi luttuosi, catastrofi, terremoti, maremoti e simili. Non solo e non tanto per l'umana compassione nei confronti delle vittime, ma anche e soprattutto per non doverci subire le intollerabili canzoni funebri che (ormai) inevitabilmente gli artisti fanno a gara a comporre per commemorare i defunti e inneggiare alla speranza.

A costo di risultare sgradita, devo dirlo: la canzone delle "Amiche per l'Abruzzo" sopracitata è un'interminabile e insopportabile sperpetuo. Il terremoto dell'Aquila, a più di un anno di distanza continua a mietere vittime: la musica, il senso estetico, le nostre orecchie.

Non che non apprezzi l'intento filantropico degli artisti di tutto il mondo, ma da "We are the World" in poi le canzoni "per aiutare qualcuno" altro non si sono rivelate che dei pezzi di cui nessuno sentiva il bisogno: arraffazzonati, privi di qualsivoglia ispirazione o slancio artistico, caratterizzati da lunghi testi composti di parole scelte come si scelgono i numeri della tombola, retoriche come un sermone, cantate da un gruppo di artisti che, per genere musicale, personalità, filosofia di vita, hanno in comune solo il fatto di avere una bocca.
E il fatto di approfittare del triste evento per procurarsi un po' di pubblicità a buon mercato.



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Andrea 03-07-2010
hai ragione carissima.. diventano occasioni per esagerare, penso che sia giusto che persone privilegiate si diano da fare per aiutare in queste circostanze, ma farlo in silenzio è probabilmente la strada migliore..
lost in berlin 03-07-2010
Parole sante! un po' come quella porcheriola messa insieme da un gruppo di derelitti del panorama musicale italiano subito dopo il terremoto, roba che gli sfollati dell'Aquila, dopo la sciagura, dovevano sciropparsi pure un lamento senza capo né coda, con Zucchero che ruttacchiava in uno pseudoinglese e un Jovanotti più insopportabilmente ecumenico di Wojtyla al suo meglio. Quanto a Donna d'Onna, il solo titolo fa rimpiangere che un altro sisma non ci sia stato. Epicentro: lo studio di registrazione.
Zazzà 05-07-2010
@ Andrea: il problema è che gli unici ad essere aiutati sono i cantanti.

@lost in berlin: praticamente il tuo commento è il paragrafo che mancava al post ;)

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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