La mia generazione si è persa
Scritto da Zazzà
Giovedì 05 Luglio 2007 17:23
People try to put us d-down
...talkin 'bout my generation
Just because we get around
...talkin 'bout my generation
(My generation, The Who)
...talkin 'bout my generation
Just because we get around
...talkin 'bout my generation
(My generation, The Who)
Sono nata, diversi anni or sono, nell'alveo di quella generazione a cavallo tra gli '80 e i '90.
Ebbene, dovete sapere che gli '80 in questo periodo sono molto di tendenza. Fanno tanto modernariato, sono pieni di cartoni di tutt'altra risma rispetto agli attuali e rievocano malinconia in tutti quelli che vi hanno vissuto la propria infanzia e pre-adolescenza.
Il punto è: chi è nato negli anni '80, negli anni '80 non ci ha vissuto la propria pre-adolescenza. E in questa fascia ci situiamo noialtri. A sentire chi "quegli anni" li ha vissuti intensamente come solo un ragazzino sa fare, non c'è stata nessun altra epoca storica capace di suscitare nella memoria collettiva gli stessi ricordi. Negli anni '80 è caduto il muro di Berlino, c'è stato l'attentato al Papa, la protesta di piazza Tien An Men, la vittoria dell'Italia ai Mondiali (dicono gli "Ottantisti", niente a che vedere con l'ultima), la nascita dei video (i quali "Killed the radio stars").
Ma ciò che gli "Ottantisti" ricordano con più commozione e trasporto sono:
- i cartoni animati giapponesi
- il Commodore
- Arnold
L'argomento di questo post non è tuttavia il mondo degli "Ottantisti", sul quale fiumi di bit sono stati versati, bensì gli "Ottantisti" in sé, ed il loro rapporto con i "Novantisti".
Premesso che nei '90 mi ci sono trovata mio malgrado e li ho vissuti da "esterna" (io nei novanta ero dark, ergo ero fuori moda, come lo sono sempre stata nella mia vita prima che alla moda venisse in mente di inziare a copiarmi...ma questa è un'altra storia, di quelle che iniziano con me che mi metto gli occhiali alla Sandra Mondaini e finiscono dopo un mese con frotte di ragazzine con gli occhiali alla Sandra Mondaini. Addirittura Paris Hilton!), gli "Ottantisti" non sentono ragioni. Sono come gli ultraottantenni. La loro generazione è stata l'ultima portatrice di valori, loro sono i duri e puri, dopo è seguito il caos. Il problema è che chi ha vissuto negli '80, adesso ha al massimo 40 anni. Se non di meno.
In ogni caso la mia generazione è bistrattata. I '90 in sé non hanno trascinato grandi ideali, nessuno di noi che io ricordi subiva il fascino di leader carismatici (a parte Ambra di Non è la Rai) o era seguace di grandi movimenti (con le dovute eccezioni). L'adolescente medio era apatico, annoiato e poco cosciente del mondo che lo circondava. Anche gli eventi storici dei '90 sembravano più dei programmi tv come tutti gli altri che degli Eventi con la E maiuscola.
Gli "Ottantisti" disprezzano proprio quest'apatia contrapposta al loro nostalgico e movimentato (anche se popolare, casereccio, con quel certo non so che di calore e tenerezza) ambiente storico, di cui idolatrano ogni oggetto o servizio di uso comune.
E i "Novantisti"? vagano ancora dispersi nel loro limbo di incongruenza storica, non si sentono partecipi della loro epoca e forse neanche di quella attuale. Sembrano non aver capito molto bene cosa ci fanno qui. Eppure ricordano gli '80 anche loro. Se un "Ottantista" comincia un discorso su "quant'erano belli quegli anni" ed inevitabilmente chiama in causa uno dei 3 elementi di cui sopra, anche il "Novantista" risponde "Mi ricordo" e viene rapidamente zittito con un "Che ne sai tu degli anni 80!?".
La mia generazione non sarà ricordata che per il vuoto. E tutte le generazioni precedenti non fanno altro che accusarla implicitamente del guasto della generazione attuale.
Ebbene, dovete sapere che gli '80 in questo periodo sono molto di tendenza. Fanno tanto modernariato, sono pieni di cartoni di tutt'altra risma rispetto agli attuali e rievocano malinconia in tutti quelli che vi hanno vissuto la propria infanzia e pre-adolescenza.
Il punto è: chi è nato negli anni '80, negli anni '80 non ci ha vissuto la propria pre-adolescenza. E in questa fascia ci situiamo noialtri. A sentire chi "quegli anni" li ha vissuti intensamente come solo un ragazzino sa fare, non c'è stata nessun altra epoca storica capace di suscitare nella memoria collettiva gli stessi ricordi. Negli anni '80 è caduto il muro di Berlino, c'è stato l'attentato al Papa, la protesta di piazza Tien An Men, la vittoria dell'Italia ai Mondiali (dicono gli "Ottantisti", niente a che vedere con l'ultima), la nascita dei video (i quali "Killed the radio stars").
Ma ciò che gli "Ottantisti" ricordano con più commozione e trasporto sono:
- i cartoni animati giapponesi
- il Commodore
- Arnold
L'argomento di questo post non è tuttavia il mondo degli "Ottantisti", sul quale fiumi di bit sono stati versati, bensì gli "Ottantisti" in sé, ed il loro rapporto con i "Novantisti".
Premesso che nei '90 mi ci sono trovata mio malgrado e li ho vissuti da "esterna" (io nei novanta ero dark, ergo ero fuori moda, come lo sono sempre stata nella mia vita prima che alla moda venisse in mente di inziare a copiarmi...ma questa è un'altra storia, di quelle che iniziano con me che mi metto gli occhiali alla Sandra Mondaini e finiscono dopo un mese con frotte di ragazzine con gli occhiali alla Sandra Mondaini. Addirittura Paris Hilton!), gli "Ottantisti" non sentono ragioni. Sono come gli ultraottantenni. La loro generazione è stata l'ultima portatrice di valori, loro sono i duri e puri, dopo è seguito il caos. Il problema è che chi ha vissuto negli '80, adesso ha al massimo 40 anni. Se non di meno.
In ogni caso la mia generazione è bistrattata. I '90 in sé non hanno trascinato grandi ideali, nessuno di noi che io ricordi subiva il fascino di leader carismatici (a parte Ambra di Non è la Rai) o era seguace di grandi movimenti (con le dovute eccezioni). L'adolescente medio era apatico, annoiato e poco cosciente del mondo che lo circondava. Anche gli eventi storici dei '90 sembravano più dei programmi tv come tutti gli altri che degli Eventi con la E maiuscola.
Gli "Ottantisti" disprezzano proprio quest'apatia contrapposta al loro nostalgico e movimentato (anche se popolare, casereccio, con quel certo non so che di calore e tenerezza) ambiente storico, di cui idolatrano ogni oggetto o servizio di uso comune.
E i "Novantisti"? vagano ancora dispersi nel loro limbo di incongruenza storica, non si sentono partecipi della loro epoca e forse neanche di quella attuale. Sembrano non aver capito molto bene cosa ci fanno qui. Eppure ricordano gli '80 anche loro. Se un "Ottantista" comincia un discorso su "quant'erano belli quegli anni" ed inevitabilmente chiama in causa uno dei 3 elementi di cui sopra, anche il "Novantista" risponde "Mi ricordo" e viene rapidamente zittito con un "Che ne sai tu degli anni 80!?".
La mia generazione non sarà ricordata che per il vuoto. E tutte le generazioni precedenti non fanno altro che accusarla implicitamente del guasto della generazione attuale.

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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Arte e i suoi derivati
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