Bimba se sapessi che monotonia...
Scritto da Zazzà
Sabato 07 Luglio 2007 17:22
Idrofobina vegetale
bevo per dimenticare il mal di mare
viscerale che questo mondo mi da...
(Bimba se sapessi, Sergio Caputo)
bevo per dimenticare il mal di mare
viscerale che questo mondo mi da...
(Bimba se sapessi, Sergio Caputo)
Siamo tutti molto stanchi e non sappiamo bene di cosa. Abbiamo tutti voglia di scappare per insoddisfazione, rabbia, vendetta, in un posto lontano da dove viviamo e dimenticare, anche solo per un breve periodo, tutto il senso di insostenibile fallimento che circonda la nostra vita.
Io ad esempio sto continuando a cercare di convincere il mio cervello a non pensare più ad una cosa: una vacanza dall'altro capo del mondo. In realtà mi andrebbe bene anche una qualisasi città di mare della costa tirrenica, che dista da casa mia circa un centinaio di kilometri. Ma tanto non ho un soldo. Massimo mi posso permettere di inforcare la bicicletta e pedalare fino a Piano Cappelle (ridente località dal nome fallico a 10 minuti da qui), ma è già una previsione troppo ottimistica.
Eppure il cervello continua a desiderare di liberarsi per un tempo x di tutta una serie di cose che mi stanno dando l'orticaria in questo periodo:
1) I cellulari, soprattutto il mio; ormai ho abolito la suoneria, ho la vibrazione 24 ore su 24.
2) I genitori (di cui vivo, indegnamente e più che altro poco desiderata, a carico) e la loro convinzione che se hanno avuto la buona idea di donarti la vita, hanno il sacrosanto diritto di rovinartela.
3) L'università come concetto: per quanti esami tu riesca a fare sembra sempre che ti manchino ere geologiche per laurearti; è faticosa e frustrante; è una macchina congegnata per far perdere tempo; un po' come l'esercito, ci entri che sei una persona normale, ci esci con un altro stile di vita, con altri atteggiamenti e soprattutto la sogni la notte. Il che è davvero un sintomo di nevrosi.
4) L'università come edificio: è calda e umida, figurati se si spreca un centesimo del denaro pubblico per munire di condizionatori uno stabile frequentato da gente che paga fior di quattrini per un servizio (piuttosto si munisce di condizionatori un dipartimento frequentato dai professori che vengono pagati per erogare un servizio, che se volessero sarebbero liberi di smettere di erogare senza nessuna ricaduta economica); inoltre in questo periodo è malfrequentata, ci sono studenti che sembrano venire alla luce solo quando il grosso degli studenti normali se n'è andato in vacanza, per studiare per gli esami di settembre, dicono loro. Cosa facciano davvero in facoltà fino ad agosto, nessuno lo sa.
5) Gli amici rompiballe: di quelli che sono afflitti dai loro problemi personali (fidanzati/e bastardi/e, professori bastardi, genitori bastardi, cronica mancanza di soldi e di indipendenza economica a x anni suonati); e vivono nella ferrea convinzione che tu non abbia mai avuto un problema in vita tua, né tantomeno un problema minimamente paragonabile ai loro.
6) Gli specchi: non fanno che guardarmi in faccia con la mia stessa faccia e gettarmi addosso uno sguardo di commiserante disapprovazione per i miei fallimenti. E per i cuscinetti adiposi.
7) La mia città. Mi sento osservata ogni volta che cammino per strada come se stessero tutti preparando un complotto contro di me.
8) I primi sintomi di mania di persecuzione.
9) Il trucco, la messa in piega, i tacchi, i reggiseni e tutte quelle cose che le donne sono costrette a mettere per non sembrare degli spaventapasseri.
10) La gente che in vacanza vuole andare in discoteca tutte le sere, fare windsurf, canoa, andare all'happy hour, cuccare, prendere taaaaanto sole e divertirsi, divertirsi, divertirsi! Ehi! Se avessi voluto ammazzarmi di fatica, essere costretta a coltivare intricati rapporti sociali e dormire 3 ore a notte mi sarei trovata un lavoro! Se vado in vacanza desidero la nullafacenza totale.
11) Le persone. Vorrei avere un telecomando per metter loro il muto.
Se avete qualcosa da aggiungere alla lista, siete liberi di esprimervi. Commentare, s'il vous plaît!
Io ad esempio sto continuando a cercare di convincere il mio cervello a non pensare più ad una cosa: una vacanza dall'altro capo del mondo. In realtà mi andrebbe bene anche una qualisasi città di mare della costa tirrenica, che dista da casa mia circa un centinaio di kilometri. Ma tanto non ho un soldo. Massimo mi posso permettere di inforcare la bicicletta e pedalare fino a Piano Cappelle (ridente località dal nome fallico a 10 minuti da qui), ma è già una previsione troppo ottimistica.
Eppure il cervello continua a desiderare di liberarsi per un tempo x di tutta una serie di cose che mi stanno dando l'orticaria in questo periodo:
1) I cellulari, soprattutto il mio; ormai ho abolito la suoneria, ho la vibrazione 24 ore su 24.
2) I genitori (di cui vivo, indegnamente e più che altro poco desiderata, a carico) e la loro convinzione che se hanno avuto la buona idea di donarti la vita, hanno il sacrosanto diritto di rovinartela.
3) L'università come concetto: per quanti esami tu riesca a fare sembra sempre che ti manchino ere geologiche per laurearti; è faticosa e frustrante; è una macchina congegnata per far perdere tempo; un po' come l'esercito, ci entri che sei una persona normale, ci esci con un altro stile di vita, con altri atteggiamenti e soprattutto la sogni la notte. Il che è davvero un sintomo di nevrosi.
4) L'università come edificio: è calda e umida, figurati se si spreca un centesimo del denaro pubblico per munire di condizionatori uno stabile frequentato da gente che paga fior di quattrini per un servizio (piuttosto si munisce di condizionatori un dipartimento frequentato dai professori che vengono pagati per erogare un servizio, che se volessero sarebbero liberi di smettere di erogare senza nessuna ricaduta economica); inoltre in questo periodo è malfrequentata, ci sono studenti che sembrano venire alla luce solo quando il grosso degli studenti normali se n'è andato in vacanza, per studiare per gli esami di settembre, dicono loro. Cosa facciano davvero in facoltà fino ad agosto, nessuno lo sa.
5) Gli amici rompiballe: di quelli che sono afflitti dai loro problemi personali (fidanzati/e bastardi/e, professori bastardi, genitori bastardi, cronica mancanza di soldi e di indipendenza economica a x anni suonati); e vivono nella ferrea convinzione che tu non abbia mai avuto un problema in vita tua, né tantomeno un problema minimamente paragonabile ai loro.
6) Gli specchi: non fanno che guardarmi in faccia con la mia stessa faccia e gettarmi addosso uno sguardo di commiserante disapprovazione per i miei fallimenti. E per i cuscinetti adiposi.
7) La mia città. Mi sento osservata ogni volta che cammino per strada come se stessero tutti preparando un complotto contro di me.
8) I primi sintomi di mania di persecuzione.
9) Il trucco, la messa in piega, i tacchi, i reggiseni e tutte quelle cose che le donne sono costrette a mettere per non sembrare degli spaventapasseri.
10) La gente che in vacanza vuole andare in discoteca tutte le sere, fare windsurf, canoa, andare all'happy hour, cuccare, prendere taaaaanto sole e divertirsi, divertirsi, divertirsi! Ehi! Se avessi voluto ammazzarmi di fatica, essere costretta a coltivare intricati rapporti sociali e dormire 3 ore a notte mi sarei trovata un lavoro! Se vado in vacanza desidero la nullafacenza totale.
11) Le persone. Vorrei avere un telecomando per metter loro il muto.
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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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