Donne con le gonne
Scritto da Zazzà
Martedì 10 Luglio 2007 17:11
Voglio una donna donna donna donna donna
con la gonna gonna gonna
Prendila te quella col cervello...
(Voglio una donna, Roberto Vecchioni)
con la gonna gonna gonna
Prendila te quella col cervello...
(Voglio una donna, Roberto Vecchioni)
Periodo di feste, grandi eventi, serate mondane, cultura gridata ai quattro venti e arte appiccicata sui muri, soprattutto gran movimento, tanta gente e la fiera delle opportunità.
Insomma, nella mia città s'inaugura la prima tornata di eventi estivi, quella per intenderci organizzata dalla signora Ministrodellagiustizia, che quest'anno in pompa magna agghinda la città come una debuttante (o più che altro come una ragazza al primo appuntamento in cui ha una qualche probabilità di perdere la verginità) e fa partire le danze.
Concerti, v.i.p. o quasi tali, ambigui personaggi politici locali e loro viscidi seguaci, giornalisti ed uffici stampa, hostess vestite da pinguine con un sorriso dall'immobile vacuità di una Barbie (ma avranno una paresi? o sono di plastica?), artisti o sedicenti tali che girano con un'aria molto circospetta.
Ma soprattutto le donne.
Le donne di qui sanno bene cosa vogliono. Un uomo.
E fanno tutto per far capire questa loro intenzione. Nel marasma generale, le gonne iniziano a spuntare su gambe reduci da ore e ore di lampadapalestramassaggidietaazona, donne massacrate da mesi e mesi di sacrifici escono di casa rasentando la soglia della perfezione fisica (belle sì, non c'è che dire, ma vestite come la Venere di Botticelli), in bilico su tacchi sempre più sottili e sempre più lunghi, stile elefanti con le zampe di ragno nella Tentazione di S. Antonio di Dalì.
Poi ci sono quelle che tentano di somigliare a queste fate con scarso successo.
Avvolte in qualsiasi cosa sia abbastanza stretto da farle sembrare dei salamini Beretta, alte più o meno come il suddetto salamino, perdono ogni lume della ragione e si mettono vestiti che neanche Ray Charles avrebbe consigliato loro. Con accostamenti di colore che offendono gli occhi (e provocano attacchi epilettici).
Le une e le altre sempre avvolte da nuvole di profumi che dovrebbero essere dichiarati armi batteriologiche, sempre in gruppi e sempre con un sorriso plastico e rigido, con i denti più stretti di Gattuso quando entra in area.
Ma la caratteristica che le denota è la loro particolare dotazione cerebrale: con il quoziente intellettivo di un cereale Kellog's e un vocabolario di 16 parole, cercano di apparire estremamente adattabili ad ogni tipo di discorso, sensibili all'arte, impegnate in politica, appassionate di cultura.
Tutto questo per cercare di accalappiare uno solo degli uomini che girano distratti tra le sculture di Paladino e i palchi in allestimento, non molto consci della loro situazione di "prede" né, più in generale, del cosa ci facciano lì.
Gli uomini sono insensibili, donne: troppo abituati alle nostre sollecitazioni e sordi ai nostri richiami, sono diventati assuefatti e molli. Non interessiamo più.
Ma tant'è.
Io mi diverto così tanto ad osservare questo teatrino delle sessualità in fermento...

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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