Il tormentone e l'estasi

Scritto da Zazzà Sabato 28 Luglio 2007 16:28
"There's a brand new dance but I don't know its name
That people from bad homes do again and again"
(Fashion, David Bowie)

Forse deprecare le manie dell'uomo medio è diventato qualunquista. Essere originali è diventato per niente originale.
E anche un tormentone finisce per far partire la sua fama in un tono molto "moscio", quasi come se gli autori ammettessero umilmente di aver fatto una *82030*ata (c.a.p. di Cautano) giusto per far parlare un po' di sé, dal momento che è da un po' che sono esuli dalla scena.
Tutto questo mentre il vero tormentone, quello che veramente tutti adottano come stile di vita, e a cui tutti rendono il proprio tributo, appare in una forma più subdola e strisciante, dettato dal costume imperante e dal sistema. La massa non si accorge di star seguendo un tormentone, eppure quando cammini per strada ti accorgi che tutti sono vestiti nello stesso modo, ascoltano la stessa musica e hanno le stesse movenze. Ad esempio, mentre i media strombazzavano quelle orribili scarpe ortopediche stile gruviera di colori improponibili, sembra che l'italiano medio si sia orientato più su un'evoluzione dell'infradito (che, devo ancora spiegarmi come, fino a due anni fa era il must per eccellenza della comodità e del lusso e veniva declinato in tutte le sue forme, colori e decorazioni, ed oggi è un orrore da cafoni): un sandalo raso-terra color cuoio sulla cui parte anteriore si dipartono un numero variabile di lacci e laccetti, che fasciano alcuni piedi non certo delicati come dei salumi di Norcia e ricordano nel complesso dei sandali da frate predicatore.
Altri tormentoni subdoli:
- "ciupaaaaaa!": qui al sud è calzante come i cavoli a merenda, pochi sanno anche cosa voglia dire, ma evidentemente il suono piace; io che non guardo la TV c'ho voluto una vita a capire perché lo sentissi dire a tutti.
- Mika: sembrava tanto dolce e composto, con la sua aria svampita da icona gay che finge di non sapere di esserlo, eppure si sente ad ogni angolo di strada. Tuttavia, la sua voce emette degli ultrasuoni che (stranamente) provocano piacere nelle altre persone, mentre in me provocano impulso a prendere a schiaffi il cantante.
- i bermuda: sarebbe molto bello se a Benevento si fosse il mare...ma non c'è. Pur tuttavia non capisco come mai la gente si ostini a vestirsi come se ci fosse.

Mentre i più acuti assistono a questa invasione dei tormentoni di cui nessuno parla, e tutti gli altri non se ne accorgono e continuano a sentirsi originali, la televisione strombazza a tutta forza i tormentoni più "soft", quelli che scivolano addosso alla gente senza essere apprezzati da nessuno e vengono adottati solo da una minoranza particolarmente tamarra.
In particolare, tormentone soft per eccellenza dell'estate 2007 è un ballo, che vorrebbe imporsi come fu per la Lambada, la Macarena e il ballo dal titolo ignoto di Dj Francesco. Però, a differenza di questi ultimi, inizia la sua scalata agli allori della tormentosità con un che di triste e di cafone.
E' il ballo della proboscide, a cui (nientedimeno!) è stato dedicato un sito realizzato sotto forma di blog (altra nota di tendenza) dagli ideatori, i dimenticatissimi Fargetta e Brian di Brian&Garrison. Un giornalista li intervista: Fargetta sembra spaesato come un beduino in un igloo, si guarda intorno, ha un'aria triste e non molto convinta di ciò che sta facendo; Brian sembra uno sfigato iperesaltato, nasconde le sue rughe cercando di attirare l'attenzione sul ciuffo alla Elvis e parla un italiano alla Don Lurio che incute un certo terrore.
Ed ecco che la telecamera indugia su una piscina piena zeppa di gente dai 5 ai 90 anni, con un indice di obesità media alle stelle, che si dimena fuori tempo in una nuvola d'acqua sollevata dal gran movimento di adipe. E a bordo piscina Brian si dimena come un tarantolato, dando saggio del ballo che ha inventato, a suo dire, per comunicare in un ambiente con musica ad alto volume, presumibilmente una discoteca, con un codice gestuale a metà tra il Gioca Jouer e il linguaggio dei sordomuti. Per tutta la durata del ballo è indispensabile tenere il braccio sinistro sulla parte interna del destro, inscenando il classico gestaccio che riproduce un organo genitale maschile. E qui Brian diventa ammiccante: la manovra è chiaramente voluta, anche se chi balla finisce per mandare involontariamente a quel paese l'interlocutore.
Vi consiglio di guardarlo. Potrebbe risultarvi utile.


PS: Il ballo, ci tenevo a dirlo, è sponsorizzato dalla Mokka (niente pubblicità sul mio blog!), quella dei panettoni per intenderci, che si diletta anche a produrre gelati e videogiochini per sponsorizzare i suddetti. Ed è dal videogiochino che è stato ispirato (a detta di Brian) il ballo.
Tanto per far capire chi ha pagato perché questo ballo assurgesse agli onori della cronaca.


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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