Sesso, bugie e porno-blog

Scritto da Zazzà Domenica 29 Luglio 2007 16:24
"...dove sono andati i tempi d'una volta, per Giunone,
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione?"
(La città Vecchia, Fabrizio De André)

Navigavo distratta sul vasto mare della vasta rete italiana, lanciando poetiche bestemmie alla sorte grama che mi ha ridotto senza una lira per andare in vacanza, quando mi è improvvisamente venuto in mente qualcosa che con la rete medesima avrei dovuto assolutamente condividere.
L'argomento di oggi si compone di tre cose:
- una femmina
- una tastiera
- una torbida e lasciva sessualità
Una femmina si avvicina ad un computer per diversi motivi, quali ad esempio l'ansia di reperire spoiler sulle trame di "Vivere", il gusto per la pornografia, la ricerca di un maschio ecc.
Ma non sempre è così.
Si afferma nella società moderna una figura di femmina molto particolare: di quelle che vogliono a tutti i costi dimostrare di avere una vita sessuale.
Orbene, quasi tutti hanno una sessualità, altrimenti risulta difficile spiegare la prosecuzione della specie. E d'altronde sono finiti i tempi si credeva che la donna non dovesse avere pensieri che non fossero pudichi: da Freud in giù, una donna comune non deve vergognarsi di avere pulsioni sessuali.
Il caso umano di cui voglio parlare io, tuttavia, non si accontenta di ammetterlo, né di parlarne apertamente, come gran parte della popolazione fa. Ella impone la propria sessualità al resto del mondo, opprimendo chi la ascolta con grotteschi particolari anatomici.
Ho conosciuto svariate donne di questo tipo, che più che disinibite potremmo definire anatomico-topografiche, che si esibivano in dettagliate ed imbarazzanti descrizioni di posizioni sessuali da circo Togni, dimensioni Siffrediane, prestazioni da overdose di viagra. Tutto questo senza scomporsi, senza un velo di pudore, con l'intento di far capire all'uditorio che per loro questo tipo di rapporti rappresenta la quotidianità. Senza minimamente riuscire ad immaginarsi che in mezzo al suddetto uditorio possa esserci qualcuno che intuisce che le vicende (e le cifre) appaiono inverosimili anche per un film di John Holmes.
Ovvio che queste donne dalla sessualità fantascientifica dovessero apparire anche nel circuito mediatico che coinvolge i bestsellers, la TV ed il Maurizio Costanzo Show. Parto di questo circuito ormai diversi anni or sono fu il libro dell'insostenibile lolita dal cognome puntato, di cui non farò il nome perché...non lo so perché, non la nomino e basta! L'ho letto, va bene? la curiosità ha avuto la meglio sulla dignità e alla fine l'ho letto.
Disgustorama.
Comunque, la trama è questa: a una simpatica minorenne con la passione per i porno viene un giorno l'idea di scriverne uno. E si esibisce in un tema di quinta elementare, illeggibile, pieno di scalcagnate fantasie eroticomiche che denotano una conoscenza dell'erotismo maschile pari a quella di Rosi Bindi. La ragazza confonde stili, tecniche e perversioni e mescola alla meno peggio cose sentite solo nominare.
In una parola: puerile.
Eppure a quanto pare ci sono non solo uomini interessati all'idea di farsi le *53030* (c.a.p. di Coroncina) leggendo le nuove avventure dell'intramontabile mito di Lolita, ma anche donne disposte a seguirne le orme. La blogosfera si riempie di signore e signorine che redigono esasperanti post sulle loro acrobazie da accoppiamento. Alcune sanno anche scrivere, e quindi sono perdonate. Altre, a fronte di libri pubblicati e apparizioni nel circo (o più che altro nel freakshow) mediatico di cui sopra, si gongolano del facile successo, continuando senza indugio a raccontare di evoluzioni che di verosimile hanno solo il loro inconfessato bisogno di un uomo.

E per affrontare l'argomento sesso "con la stessa perizia di suor Germana alle prese con un arrosto di vitellone aromatico" vorrei citare, se la stessa me lo permette, Atomica (da hateclub.splinder.com), che stamattina mi ha ispirato nonché sganasciato dalle risate con la seguente ricetta pubblicata su un suo post: "Amplesso con lacci, sberle e violenza".
Visitate e meditate. E poi fatemi sapere la vostra opinione.


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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