Che lo sforzo sia con te!
Scritto da Zazzà
Domenica 12 Agosto 2007 15:56
"No woman, no cry
No woman, no cry
oh my Little sister, don't shed no tears
No woman, no cry"
(No woman, no cry, Bob Marley)
No woman, no cry
oh my Little sister, don't shed no tears
No woman, no cry"
(No woman, no cry, Bob Marley)
Anche i supereroi hanno dei punti deboli. Anche la Marcuzzi ha la stipsi cronica. Anche la Ferilli ammette candidamente di farsi le tinture in casa. Anche la Klum ha il problema dei peli superflui.
L'importante è pensare positivo: pensare alla Marcuzzi che si alza la mattina, mangia l'Activia, fuma una Marlboro Light e si chiude nel suo bagno per tre quarti d'ora. Pensare alla Ferilli con un accappatoio macchiato come la divisa di un boia, calata nel lavandino a impiastricciarsi, mentre il sangue le va alla testa. Pensare alla Klum mentre bestemmia di dolore depilandosi con la macchinetta infernale, mentre i pori che un tempo ospitavano i suoi bulbi piliferi si infiammano ed emergono rossi sulle sue lunghissime gambe diafane.
Tutto questo per dire che la vita di una donna è molto difficile. Innanzitutto, basta non curarsi per una settimana e anche la Bellucci inizia a somigliare a Mario Brega. Poi, gli strumenti che sono stati inventati per renderci belle sono probabilmente coevi della caccia alle streghe, e spesso altrettanto insopportabili o dolorosi.
Una donna che ha un appuntamento al mattino si alza mediamente un paio d'ore prima per prepararsi. E gli uomini si chiedono perché. Perché?? PERCHE'???? Perché la nostra preparazione include qualcosa in più rispetto all'"espletare i bisogni corporali, lavarsi la faccia e mettersi i vestiti del giorno prima" di un uomo. Una donna di solito:
- si lava. Tutto il corpo. Dopodiché spalma la crema idratante, la crema contro le smagliature, l'anti cellulite, l'anti-età e il tonificante seno.
- si veste, con un'originalità e una cura dei particolari che presume una certa riflessione riguardo al cosa indossare. Che peraltro deve essere adatto al tempo atmosferico, al tono dell'evento a cui si prende parte e al presunto abbigliamento delle altre donne presenti.
- si trucca. E per truccarsi bene ci vuole tempo, pazienza e la perizia di Caravaggio
- si pettina, improvvisandosi un po' hair styilist un po' scultore. E non si tratta solo di passare una mano di gel o un colpo di pettine, è necessario tirare in ballo il phon e la spazzola e girare uno per uno tutti i ciuffi nella direzione voluta.
- si infila le scarpe. Le scarpe da donna non sono una suola bassa, una tomaia avvolgente e qualche laccio, no. Le scarpe da donna sono degli strumenti di tortura. E Dio non voglia che le scarpe che si è deciso di indossare, per affinità di colore e di decorazione con il vestiario, per i misteriosi casi di gonfiore delle appendici a cui le femmine sono soggette, siano troppo strette. Occorrerà cambiare urgentemente tutta la mise e inventarsi all'istante un nuovo look.
- riempie la borsa, rigorosamente coordinata con le scarpe, di oggetti strettamente necessari. Di solito la borsa ha una cubatura di 150 cm3. Il contenuto, ridotto all'osso dopo l'eliminazione delle cose inutili, ha un volume di circa 750 cm3. Eppure dobbiamo portare tutto.
Se uno solo di questi passaggi si perdesse, per stanchezza, pigrizia o semplice distrazione, il nostro dolce compagno, la nostra metà del cielo, il nostro principe azzurro penserebbe all'istante che la propria donna "sta iniziando a lasciarsi andare".
Ma a noi piace così. Altrimenti non avremmo bruciato i reggiseni in piazza e sfilato urlando "Io sono mia" per raggiungere questo status.
P.S.: La Marcuzzi, la Ferilli, la Klum e la loro schiera non hanno problemi delle comuni mortali. Loro sono RICCHE! Hanno un parrucchiere per le tinture superprotettive all'olio di jojoba, un estetista per le cerette superidratanti al burro di karitè e probabilmente anche dei lassativi superpotenti e innocui per la salute per farle cac*71010* (c.a.p. di Difensola) meglio.
Lo abbiamo capito, signori pubblicitari, cosa credete?

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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