Commediografia del team: le dinamiche di gruppo

Scritto da Zazzà Giovedì 09 Settembre 2010 09:26

"Together we'll stand
Divided we'll fall
Come on now people
Let's get on the ball
And work together
Come on, come on
Let's work together"
(Canned Heat, Let's work together)




Il 99% di quello che faccio lo faccio in un team formato da tre persone: io, me e me stessa: Scarsa attitudine al lavoro di squadra? Anche, ma in larga parte brutte esperienze.
Ogni volta che ho partecipato ad un qualsiasi team di lavoro, a partire dalle ricerca delle elementari fino alla formazione più alta ho ricoperto lo stesso ruolo: quello di chi, mentre gli altri erano impegnati a definire il proprio ruolo (e il tempo a disposizione volgeva al termine), si rimboccava le maniche e realizzava il prodotto finito. Quindi, in sostanza, tutti i miei lavori sono stati individuali.
Mentre sullo sfondo mi davo da fare, tuttavia, ho avuto modo di individuare, con l'occhio di un'etologa più che di un'antropologa, quei ruoli e quelle dinamiche che si snodano tra i membri, dimentichi che lo scopo finale della loro presenza in quell'agglomerato di personalità è realizzare qualcosa, piuttosto che definire chi sia la primadonna.
O forse sono sempre stata io a fraintendere e in realtà lo scopo è proprio mettere in scena una metafora in scala della società e comprendere chi è il gallo nel pollaio.

 

Questi quindi i personaggi della commedia:
- il leader, ovvero la primadonna
Sì, lo so, è scritto su tutti i manuali, sarebbe quello che dirige, ascolta, consola, dà voce. Ma è appunto scritto sui manuali. Nella realtà, il leader vuole, pretende, reclama il ruolo principale. Se nel gruppo gli viene assegnato tale ruolo (il più delle volte per non stare a sentire le sue lagne) il suo comportamente è riassumibile nella frase "La legge sono io"; o anche "Il pallone e mio, ora lo porto via e non si gioca più".

- il controleader, ovvero la primadonna bis
Come lo si distingue dal leader? E' semplicemente quello tra i due che urla meno forte.

- la claque
Il gruppo che sostiene l'uno o l'altro leader. Ha il ruolo di effettuare un rumoroso controcanto a tutte le idee del proprio idolo, senza minimamente interessarsi al loro contenuto

- il cabarettista
Si mette in mostra con infantili dimostrazioni di sé che vanno dalle battute, al lancio di petardi, al calarsi le braghe per mostrare il deretano. Un leader mancato, che sopperisce al bisogno di esibizione con il ruolo di clown

- l'opinionista
Ha lo stesso preciso scopo del cabarettista, ma per raggiungerlo utilizza discorsi elevati e citazioni colte

- la vittima sacrificale
Ce l'hanno tutti con lui e qualsiasi cosa venga detta in sua presenza è un attacco deliberato verso di lui. Il più del tempo lo passa in un angolo col volto cupo a meditare vendetta

- lo sfaticato dissimulato
Si dichiara interessato e pronto a lavorare, ma quando c'è da farlo per davvero non è mai presente. La sua scarsa buona fede è dimostrata dal fatto che ha sempre un alibi pronto per la sua assenza.

- lo sfaticato dichiarato
A differenza dello sfaticato dissimulato, il più delle volte fa "outing" subito e dichiara di non voler fare nulla. Dopodiché sparisce in una nuvola di fumo e nessuno lo vede più

- la massa
La massa sta sullo sfondo e a volte si confonde con l'arredo. Come in ogni società dagli albori dell'uomo ad oggi, nei gruppi più piccoli come nell'intero genere umano, la massa non fa semplicemente nulla, si limita a respirare ed esistere. Forse.



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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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