Ghiottonerie artistiche
Scritto da Zazzà
Mercoledì 23 Aprile 2008 13:29
“Mi ha detto mio cuggino che una volta si è schiantato con la moto,
mio cuggino mio cuggino
Mi ha detto mio cuggino che poi si è tolto il casco e si è aperta la testa,
mio cuggino mio cuggino.”
(Mio Cuggino, Elio e le Storie Tese)
mio cuggino mio cuggino
Mi ha detto mio cuggino che poi si è tolto il casco e si è aperta la testa,
mio cuggino mio cuggino.”
(Mio Cuggino, Elio e le Storie Tese)
Certe volte la gente si chiede cosa sia l'arte.
No, non è un dejà-vù di un post precedente, è solo che ultimamente cerco di chiedermelo più spesso possibile, in modo da non perdere di vista il mio “buon senso artistico”.
Provo a riformulare la domanda: se vi dicessero che in Thailandia esiste l'usanza di mangiare bambini ci credereste? Bè, perché no, è risaputo che mangiano cani ed insetti, perché non fare l'en-plein delle schifezze ed aggiungerci anche questa: in Thailandia esiste un fiorente mercato di feti umani abortiti quando già formati per scopi prettamente alimentari. Il prezzo di un feto si aggira tra i 50 e 70 dollari (non è specificato se al chilo oppure al pezzo).
Disgustoso eh?
Che c'entra con l'arte, direte voi. C'entra, dico io.
Ormai 8 anni or sono, in quel di Shanghai, un simpatico cittadino cinese autoproclamatosi “artista” di nome Zhu Yu prese parte ad una esposizione artistica. Per l'occasione, la Musa suggerì all'ispirato maestro Yu di organizzare una performance di arte concettuale dal titolo “Eating People” (gioco di parole dal duplice significato di “Gente che mangia” e “Mangiare gente”).
Quale fosse il concetto ancora mi sfugge.
In ogni caso, il nostro genio con gli occhi a mandorla rappresentò una scena in cui egli stesso mangiava con gran gusto quello che aveva tutta l'aria di essere un feto. Oppure un animale qualsiasi con una testa di bambola piantata sopra. Probabilmente l'artista si porterà il segreto nella tomba, dato che ancora sostiene con fervore che quello fosse un vetro feto umano, ma certamente che lo fosse o no, nessuno ricorderà il suo nome. Molti però ricorderanno la sua faccia, nell'atto di spolpare il galletto Vallespluga dalle sembianze umane che ha nel piatto.
Infatti, della curiosa performance artistica sono state scattate delle foto dettagliate (reperto1 e reperto2, sconsigliate ai bambini, ai deboli di stomaco e agli amanti dell'arte moderna).
Peccato che, dopo qualche anno, a qualche occidentale con scarse cognizioni di lingua cinese sia venuto in mente di apporre una fantasiosa didascalia a quelle foto, lasciando che l'orrore ed il disgusto prevalessero sull'ultimo barlume di intelligenza di cui la natura l'aveva dotato.
E si sa,
...una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
Ed è così che, a tutt'oggi, nelle caselle email di milioni di persone pronte a inorridirsi senza interrogare il proprio buon senso, giunge il resoconto fotografico della notizia del secolo, quella che tutti i giornalisti, per convenienza politica, ignoranza o inenarrabili complotti su scala mondiale, continuano ad occultarci: in estremo oriente la gente mangia bambini.
Ripeto la domanda iniziale: se vi dicessero che in Thailandia esiste l'usanza di mangiare bambini ci credereste?
E perché allora c'è sempre qualche imbecille disposto a crederci?
Nota a margine:
Cito la mia fonte principale per questa notiziola, il blog di Paolo Attivissimo, che offre un resoconto dettagliatissimo di tutte le fonti e le evoluzioni della vicenda: http://attivissimo.blogspot.com/2008/04/i-thailandesi-mangiano-i-bambini-no-i.html.
Da segnalare anche gli approfondimenti dedicati al fatto da Urbanlegends.about.com (in inglese): http://urbanlegends.about.com/library/weekly/aa080601a.htm.

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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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