It's a cruel, cruel summer

Scritto da Zazzà Sabato 25 Agosto 2007 15:08
"Caldo generatore e caldo che consuma
Sogni allo scuro rotti mezze parole rantoli
Forti odori impregnanti
E carezze cattive
E umido sudore
E sospiri"
(Maciste contro tutti, CCCP)

Fa caldo.
Fa molto caldo. 
Seppure l'estate volga al termine sembra che ci stia riservando il suo temibile colpo di coda.
Migro da una parte all'altra della casa, vado a Ovest di mattina e ad Est di pomeriggio, rifuggendo la malefica esposizione al sole dei muri dell'edificio. Per questo motivo, nel pomeriggio trasferisco la mia sede dai miei appartamenti (sarebbe oltremodo riduttivo chiamarla "cameretta") al salotto, che è appunto il luogo da cui vi scrivo.
Il caldo di questi giorni non sarà di quelli che fa urlare alla catastrofe naturale i vari Emilio Fede e Paolo Liguori. Ma d'altra parte gli illustri giornalisti vivono a Nord di Roma, e mi si informa che il caldo è un problema che al momento grava solo sugli abitanti del Sud della penisola.
Purtuttavia c'è ancora qualche soggetto che impiega il suo tempo a riempire la carta stampata di consigli per combattere la morsa del calore che miete vittime tra ignari anziani cardiopatici.
Per cui fioccano avvisi per i poveri ultrasessantenni rimasti in città. Come se fosse inconcepibile che un individuo sotto i sessanta non vada in vacanza. Tra l'altro secondo voi soffre più il calore un ultrasessantenne comodamente sdraiato in casa sua in città oppure una famigliola di "under 50" stipati in una Golf al centro di una coda di 16 km sull'Autostrada del Sole tra montagne di valigie?

Ogni italiano quindi diventa diretto destinatario di una serie di consigli erogati dall'ente o dall'esperto di turno per evitare di soffrire del morbo del secolo: il colpo di calore. Se un novantenne, pace all'anima sua, rimette l'anima al creatore per un arresto cardiaco in un qualsiasi mese compreso tra ottobre e aprile, i parenti, i soli informati del fatto, diranno che si è trattato di infarto. Se la stessa persona ha lo stesso arresto cardiaco d'estate è senza dubbio morto di caldo, i fatto è annunciato dal TG e ci fanno uno special da Bruno Vespa.
Per evitare una fine tanto tragica, l'esperto si profonde in fiumi di banalità. Il tutto contornato da fotografie di donnine succinte immerse fino alle ginocchia in una fontana del centro che si refrigerano rovesciandosi sensualmente bottiglie intere di acqua minerale sulla t-shirt bianca (fonte: Miss Maglietta Bagnata??). Un paradiso di scontatezza, un pubblico incanto di luoghi comuni, una ruota della fortuna di *39010*ate (c.a.p. di Borgo Vittoria).

1. Evitare di svolgere attività fisica all'aperto nelle ore più calde della giornata (dalle 12 alle 14).
Ce lo vedete voi un anziano che non solo decide di svolgere attività fisica, ma decide di svolgerla da mezzogiorno alle 2, con 40 gradi all'ombra sotto il sole cocente?

2. Indossare indumenti freschi e leggeri.
Accidenti, mi sa che devo metter via il mio cappotto nuovo di renna...

3. Mangiare cibi freschi.
Vallo a dire a mia mamma che si ostina a cucinare il minestrone due volte a settimana!

4. Bere molta acqua.
Ma và?!

5. Si raccomanda attenzione alla conservazione degli alimenti deperibili (latticini, carni, dolci con creme ecc.).
Forse qualcuno ancora ignora che sia stato inventato il frigorifero e continua a conservare i cibi in mezzo ai blocchi di ghiaccio. In tal caso controllate periodicamente che i blocchi non si siano sciolti del tutto. Anche per prevenire il rischio di inondazioni.

6. Se in concomitanza con le ondate di calore si manifestano disturbi come abbassamento di pressione, vertigini, mal di testa, annebbiamento della vista, crampi, associati a nausea, difficoltà respiratorie e aumento del battito cardiaco, rivolgersi al proprio medico.
Personalmente, se presentassi questi sintomi, mi preoccuperei un pochino anche se fosse novembre!


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)

 

 

 

 

 



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