Al cinema con la riduzione: Toy Story 3
Zazzà: Interessata a vedere un film di spessore, mi reco una sera con il fido Marco al multisala di fiducia e la scelta ricade sul terzo episodio della saga dei giocattoli. Nientepopodimenoché in 3D.
Piccola digressione anti-tecnologica: io nutro un odio viscerale per il 3D. Non solo mi fa venire il mal di testa, ma essendo miope da un solo occhio l'effetto è che non vedo praticamente l'intera metà sinistra dello schermo. Anche filosoficamente ritengo di non sentire nessun bisogno di vedere i personaggi che "escono" dallo schermo: per quanto mi riguarda possono ben rimanere lì dove sono, purché il film sia bello. Fatto sta che nel 90% dei casi i mirabolanti effetti 3D servono a mascherare una trama povera e vuota come il cervello di una velina.
Fine della piccola digressione.
Toy Story, il vero, l'unico, l'originale mi piacque poco. Certo, può suscitare un grande interesse "scientifico" in quanto primo film d'animazione realizzato con un'animazione tridimensionale. Certo, può risultare un simpatico passatempo geek notare nei dettagli l'evoluzione delle suddette tecniche tra i tre episodi. Fatto è che l'intera saga, nel complesso, mi ha stupito come l'annucio di un matrimonio in Beautiful.
Il primo mi sembrò godibile ma un po' piatto. Nel secondo, ed ancora di più nel terzo, si assiste ad una replica della trama del primo, con prevedibile escursione dei giocattoli all'esterno del confortevole ambiente, rocambolesca fuga da mille pericoli ed inevitabile happy end.
Ma, soprattutto, c'è stato un colossale stravolgimento del personaggio di Woody. Il giocattolo cowboy, nel primo episodio, era certo un "buono", ma non certo un santo. Era invidioso di Buzz, rancoroso nei confronti degli amici giocattoli, egocentrico, ossessionato dal suo ruolo di leader. Tutti difetti che lo porteranno a cercare di spingere Buzz giù dalla scrivania con l'evoluzione dei fatti che chi ha visto Toy Story 1 conosce.
Lo stesso Woody, negli episodi successivi, improvvisamente redento, è un leader perfetto, un martire sempre pronto a sacrificarsi per la giustizia e la libertà, insomma da personaggio con un profilo psicologico più o meno abbozzato è improvvisamente diventato il Messia dei giocattoli.
Insomma, mirabolanti animazioni 3D ma personaggi assolutamente bidimensionali.
Note a margine:
- Fabrizio Frizzi come doppiatore dà la nausea.
- Non lasciatevi ingannare dai fantastici trailer: nel film Barbie e Ken sono insopportabili.
- L'orda dei bambini scalmanati che si gettano sui giocattoli per macellarli è degna di un film horror (e con ciò intendo che mi è piaciuta molto).
Un film nel complesso buono per ammazzare un paio d'ore, ma proprio se non si ha nulla di meglio da fare. Certo niente a che vedere con altri capolavori "Pixariani" come Nemo, WALL-E o Gli Incredibili.
Giudizio:

Il fido Amico Marco: Piccola digressione anti-politica commerciale cinematografica:
Sono molto contento di essere riuscito a coltivare questa piccola, ma importante passione per il cinema. Sono convinto che il cinema è arte, e l'arte è il miglior modo per arricchire la mente delle persone (cosa di cui c'è molto bisogno). Il titolo della categoria in cui scriviamo mette in evidenza l'iniziativa della nostra sala cinematografica preferita che permette, tramite una tessera, di vedere i film a pochi euro nei giorni feriali. Tutto questo è molto importante considerando che anche i prezzi dei biglietti contribuiscono ad allontanare i ragazzi dal grande schermo. Quando poi c'è chi vuole diventare frequentatore assiduo delle sale, allora davvero i soldi cominciano a fare la differenza.
Penso sia legittimo perciò, di fronte alla crescente moda del 3D che ormai si è consolidata anche per i lungometraggi animati, sollevare critiche e dissensi. Pare proprio che il 3D il più delle volte non serva a nulla, tranne che a gonfiare i costi del bigletto. La grande emozione di vedere gli straordinari effetti a tre dimensioni svanisce più o meno dopo la prima volta che si è passato due ore con un paio di lenti scomode chiedendosi quando schizzerà qualcosa fuori dallo schermo. Ora, senza voler inveire contro le proiezioni 3D, la mia idea è che bisognerebbe comunque prevedere le proiezioni normali di tutti i film lasciando la scelta agli utenti sul se affrontare i costi e le emozioni del tridimensionale.
Fine digressione.
Pun non essendo un esperto di animazione grafica digitale, mi pare comunque di poter affermare che il nuovo cartone di Toy Story sia la sintesi di come la tecnologia nel settore abbia raggiunto livelli davvero considerevoli. Riguardo al contenuto la trama non è certo un esempio di avvincente romanzo epico, però non va dimenticato che si tratta di un cartone animato e che perciò dovranno vederlo i bambini che sono più dediti al divertimento che alla ricerca del profondo significato della trama. Non ci sono i grandi drammi raccontati in opere come "Dumbo", "Bambi" o "Il Re Leone". Si tratta invece di un cartone leggero e simpatico dove tanti piccoli personaggi, tutti simpatici a mio avviso, trascorrono altrettante simpatiche avventure. Di certo non avendo visto gli altri due film non posso dire di più sui personaggi.
Detto questo, vi dò appuntamento al prossimo film.
Baci Baci a tutti.
Giudizio:


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Mi sento un accessorio nella società. Un soprammobile della civiltà contemporanea. Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno. Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male. Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima (Antonio Rezza)
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